Il commento al Vangelo del foglietto “La Domenica” del 4 ottobre 2015

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«L’UOMO NON DIVIDA QUELLO CHE DIO HA CONGIUNTO»

[ads2] Alcuni farisei domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la moglie

LE frasi forti di Gesù (Vangelo) suonano più come appelli che come comandi. Non annunciano solo un codice morale di comportamento in cui non è ammesso il divorzio, ma vogliono evidenziare i segni del tempo ultimo, del Regno di Dio che è proclamato da uno stile di fedeltà, di purezza, di accoglienza. Queste parole sono un dono più che un comando. Non sono rivolte alle folle, ma ai discepoli, per insegnare loro a compiere la volontà del Padre. È come se Gesù proponesse un superamento delle norme del tempo, per vivere già con lo spirito dell’eternità. Infatti, la legge di Mosè ammetteva il ripudio, ma Gesù oppone a questa norma umana il piano eterno di Dio, citando il racconto della Genesi (I Lettura) in cui l’unione di due esseri è volontà di Dio e il matrimonio indissolubile è un principio universale. Se il vincolo dell’amore è un fatto naturale, il matrimonio cristiano è una vocazione. Precisamente, questo sacramento esprime e rende visibile l’unione di Cristo con la Chiesa, e in esso brilla la somiglianza dell’umanità con Dio che l’ha creata a sua immagine: l’immagine dell’amore e dell’unità.

Elide Siviero

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