Gilberto Borghi e Sergio Ventura – Commento (domande) alle Letture di domenica 20 Ottobre 2019

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In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

Le domande della  ‘vedova molesta’

A cura di Gilberto Borghi e Sergio Ventura

1^ LETTURA – Es 17,8-13

SERGIO: «Quando esercitiamo un ruolo di guida nella comunità cristiana – soprattutto se anziani, ci ricordiamo che senza i più giovani non potremmo affrontare alcuna ‘battaglia’? Ma soprattutto, accettiamo di aver bisogno di collaboratori che ci sostengano nelle nostre fragilità e debolezze?».

GILBERTO: « Siamo convinti davvero che la possibilità di vincere il male dipenda da quanto noi ci affidiamo profondamente a Dio e non dal nostro sforzo personale?».

SALMO – 120

GILBERTO: « Come possiamo accettare il silenzio di Dio, il suo dormire, davanti alle ingiustizie così evidenti degli uomini ?».

SERGIO: «Possiamo raccontare di aver ricevuto un aiuto da Dio, tale da non aver vacillato e da non averci fatto sentire soli o senza protezione?».

2^LETTURA – 2Tm 3,14-4,2

SERGIO: «Ci ricordiamo che se non conosciamo a sufficienza le Scritture potremmo insegnare una salvezza che non salva e perseguire una giustizia che non è giusta?».

GILBERTO: «Il testo originale permette anche un’altra traduzione: “Annuncia la Parola, stai saldo in questo, sempre e con ogni mezzo, correggi, valorizza, consola, con tutto il tuo appassionato desiderio e insegnamento”. Cambia qualcosa?».

VANGELO – Lc 18,1-8

GILBERTO: «La necessità di pregare senza stancarsi nasce dalla “sordità” o “durezza” di Dio o dalla nostra poca convinzione che Dio ci voglia bene? Serve a noi per convincerci del Suo amore o serve a convincere Dio? La fede della domanda finale è credere ad un determinato contenuto o essere appassionatamente dediti a Cristo?».

SERGIO: «Quando abbiamo la responsabilità di rivestire un ruolo di Potere nella comunità cristiana, ci ricordiamo che il vangelo esige da noi di mettere da parte qualsiasi senso di superiorità per dare pronta risposta a chi ci rivolge una domanda mossa da esigenze di giustizia? Quando siamo senza Potere e siamo mossi da una forte esigenza di giustizia, abbiamo fede nell’efficacia delle nostre insistenti domande?».

Fonte: Vinonuovo
A cura di Gilberto Borghi e Sergio Ventura

Letture della
XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.

Dal libro dell’Èsodo
Es 17,8-13

 
In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
 
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
 
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
 
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 120 (121)
R. Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.
 
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R.
 
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.
 
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

Seconda Lettura

L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2 Tm 3,14 – 4,2

 
Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
 
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
 
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Parola di Dio

Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,1-8

 
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore