Gilberto Borghi e Sergio Ventura – Commento (domande) alle Letture di domenica 12 Gennaio 2020

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In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

Le domande del Battista

A cura di Gilberto Borghi e Sergio Ventura

1^ LETTURA – Is 42, 1-4.6-7

GILBERTO: «Come mai i primi caratteri dell’eletto dal Signore sono “non”? C’è uno stile comunicativo tipico dell’eletto di Dio, che prevede un “basso profilo” di esposizione e una predilezione per i deboli?».

SERGIO: «Ci ricordiamo che è possibile proclamare instancabilmente la giustizia e la verità del diritto, senza mai alzare la voce in pubblica piazza, solo se a ciò siamo stati chiamati e ‘formati’/ispirati da Dio e se lui ci sostiene e ci accompagna? Ci ricordiamo che per illuminare il popolo, liberandolo da qualsiasi tenebra che lo imprigioni, dobbiamo stare attenti a non spezzare ciò che è già incrinato e a spegnere ciò che è già smorto?».

SALMO – 28

SERGIO: «Come si concilia questo legame tra la Gloria e la Potenza (o Forza) di Dio con quanto ascoltato nella prima lettura?».

GILBERTO: «Tutti dicono Gloria. Un riconoscimento dovuto all’imposizione della forza di Dio? Dovuto al convincimento umano della supremazia di Dio? Dovuto alla scelta umana di accettare Dio come proprio Dio? Dovuto all’abbandono umano al mistero della vita?».

2^ LETTURA – At 10,34-38

GILBERTO: «Come mai nel primo annuncio della resurrezione il criterio minimo con cui Dio “abbraccia e accoglie con favore” gli uomini non porta traccia di pratica religiosa, ma di pratica di giustizia nel nome dell’autorevolezza di Dio?».

SERGIO: «Chi detiene il Potere nella comunità cristiana saprà veramente non fare preferenze tra persone ed accogliere tutti i giusti e tutti i malati qualunque sia la loro ‘appartenenza’, garantendo così la vera pace?».

VANGELO – Mt 3, 13-17 

SERGIO: «Crediamo fino in fondo al fatto che il ‘ribaltamento’ di prospettiva che deve operare nella sua mente il Battista sia il presupposto di ogni atto veramente giusto? Crediamo fino in fondo che Dio si compiace quando riusciamo ad avere con gli altri dei rapporti così liberi interiormente come quelli tra Gesù e il Battista?».

GILBERTO: «Lascia fare per ora. C’è un tempo dell’azione dello spirito e c’è un tempo della nostra azione? La vita spirituale cristiana è più un lasciar fare a Dio o un fare per Dio?».  

Fonte: Vinonuovo
A cura di Gilberto Borghi e Sergio Ventura

Letture della Domenica
BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A – Festa
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 42,1-4.6-7

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.

Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 28 (29)
R. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

Seconda Lettura

Vita familiare cristiana secondo il comandamento dell’amore.

Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34-38

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.

Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio

Vangelo

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore