Fraternità Gesù Risorto – Commento al Vangelo del 26 Luglio 2020

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Proprio come un papà, generoso e amichevole, Dio interpella, ovviamente in sogno, il re Salomone: “Chiedimi ciò che io devo concederti”. La risposta di Salomone piace al Signore, che lo esaudisce subito. Quale preghiera è così potente da rendere Salomone gradito a Dio? Egli non ha pensato a se stesso, alla propria comodità, al potere, al lusso, all’ambizione. Egli ha chiesto ciò che serve per svolgere il suo compito con frutto. Ha compreso il suo compito come un servizio. Gli era stato affidato il regno: ebbene egli chiede docilità a Dio e discernimento per governare con giustizia il popolo. Questo è ciò che desideriamo anche noi ogni giorno da quando abbiamo accolto Gesù. E lo desideriamo perché ci riteniamo fatti per servire, e non per godere la vita. Chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto: cerca la sapienza e il consiglio, e li troverai, bussa per incontrare la misericordia, e ti verrà incontro!

Impareremo a non lamentarci mai di nulla, ad accontentarci di tutto. “Tutto” infatti, ci suggerisce San Paolo, “concorre al bene di coloro che amano Dio”. Rimango meravigliato quando incontro persone con grandi tribolazioni, ma contenti, anzi, felici, perché sanno che le loro sofferenze sono comunione con Gesù in croce e diventano anche stimolo per qualcun altro ad arrivare alla fede. Queste sofferenze li rende conformi al Figlio di Dio, a Gesù, che ha patito per amore nostro, affinché ci accorgiamo che Dio ci ama davvero. Essi sono lieti che qualcun altro arrivi alla fede in Gesù, perché hanno provato quanta gioia dà la conoscenza del Signore, quanta vita nuova e santa provenga dall’accoglierlo e dall’amarlo! Per queste persone le parabole che oggi Gesù ci propone non hanno bisogno di spiegazione.

L’uomo che trova il tesoro nascosto in un campo, forse un campo senza valore e deprezzato da tutti, non bada a ciò che gli altri dicono o pensano: egli vende tutto ciò che possiede pur di acquistare quel campo col suo tesoro. Chi scopre Gesù anche dentro una vita che gli procurerà disprezzo e noie, questi riesce a rinunciare anche alla propria patria pur di non perdere la gioia perfetta che il Signore dona. E colui che cerca davvero Gesù, avendo gustato la gioia, rinuncia a tutto il resto, come quella signora che ho incontrato questa mattina: ha deciso di vivere secondo gli insegnamenti del Signore, sapendo che ciò comporta dei significativi cambiamenti della vita con l’uomo con cui convive. Il mercante di perle, che cerca quella preziosa, fa qualunque sacrificio pur di possedere quella di grande valore, ed è pronto a rinunciare a tutte le altre perle che possiede.

L’ultima parabola che oggi Gesù racconta ci apre una finestra sugli ultimi tempi: cosa succederà alla fine? Oggi vediamo che accanto a noi, che vogliamo vivere nella fede del Figlio di Dio, ci sono molti che non s’interessano di nulla, che ignorano la nostra fede, la disprezzano, se non addirittura la ostacolano. Ebbene, Dio è paziente. Egli attende, come i pescatori che fanno la cernita dei pesci solo dopo che hanno tirato a riva la rete. La cernita però viene fatta, con attenzione. Alla fine quelli che hanno amato Gesù non avranno la stessa sorte di quelli che lo hanno ignorato o rifiutato.

Chiediamo perciò la vera sapienza e il vero discernimento, così da saper scegliere sempre ciò che piace a Dio, da saper scegliere sempre colui che egli ci ha inviato per la nostra gioia! Questi è l’immagine vera dell’uomo vero: noi siamo destinati, ci rivela oggi San Paolo, a diventare come lui, come Gesù. È troppo pensare una cosa del genere? No, anzi! È lui l’uomo che è vissuto proprio come Dio Padre fin dall’inizio aveva pensato dovessero vivere tutti gli uomini. È lui, e non gli eroi o le stelle che piacciono alle persone vuote, è lui il vero volto che deve diventare il nostro ritratto.


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