Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 7 Febbraio 2021

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Oggi, in questa Vª Domenica del tempo ordinario, la liturgia propone la pagina della “ guarigione della suocera di Pietro “, da cui possiamo trarre alcuni importanti spunti di riflessione.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei “.

SUBITO

Questo avverbio, ripetuto due volte quasi consecutivamente, ci dà un’importante indicazione.

Gesu’, dinanzi alle persone che hanno fede, che gli chiedono, con fiducia, di agire ( “ subito gli parlarono di lei “ ), interviene con tempestività.

Attenzione.

La fede sta nell’ “ essere certi “ che il Signore interverrà ma non nel……dirgli COME deve intervenire.

Gli uomini che, nel racconto odierno, si rivolgono a Gesu’, gli parlano della suocera di Pietro ma non gli dicono cosa deve fare, certi che lui interverrà come è giusto.

Cosa vuol dire cio’ a noi?

Se abbiamo fede dobbiamo esser certi che Cristo ascolta le nostre preghiere, le nostre invocazioni di aiuto, anche se interviene con modalità che non sono quelle che noi gli abbiamo chiesto e che pensiamo, con presunzione, siano quelle opportune.

Le soluzioni di Cristo non sono le nostre soluzioni.

Da fragili creature spesso non le comprendiamo ma, se abbiamo fede, dobbiamo credere che sono quelle più giuste.

Diversamente ci siamo costruiti una “ falsa immagine “ di Dio.

Quante volte sarà capitato che abbiamo tanto pregato per qualcuno e, poi, questa persona, è deceduta.

In quei momenti tutti abbiamo sperimentato un momento di assenza, di rabbia, abbiamo gridato, rivolti a Cristo: “ perché non ci hai ascoltato?

E’ li che la fede è alla prova.

E’ li che dobbiamo credere che cio’ che accaduto è stata volontà di Dio, volontà di “ permissione “, dinanzi alla quale dobbiamo fermarci ed accoglierla certi che, come dice l’apostolo San Paolo, “ tutto concorre al bene di coloro che amano Dio “ ( Romani 8, 28 ).

“ Egli si avvicino’ e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lascio’ ed ella li serviva “.

La fede di quegli uomini li ha portati a dire a Gesu’: fai tu con la suocera di Pietro.

Il Maestro che fa?

Si avvicina e la fa alzare prendendola per mano.

E’ quello che fa con ciascuno di noi se gli consentiamo di operare nella nostra vita.

Si avvicina a noi allo stesso tempo con delicatezza, prendendoci per mano, ma anche con fermezza, dicendoci: “ Alzati “, mettiti in piedi, non stare sdraiato, non consentire alle tue paure, al tuo peccato, di tenerti giù, steso, schiacciato.

Sei abitato da Dio, alzati e combatti la tua battaglia contro il demonio, che ti vuole passivo, schiavo del peccato.

ALZATI

E’ l’invito che ci fa Cristo.

Puoi farcela, io sono con te, io sono in te, io guarisco la tua “ febbre “.

Se lo facciamo fare, questo sarà il risultato: la guarigione.

La conseguenza?

Il servizio ( “ Ed ella li serviva “ )

Il riconoscersi guariti da Gesù produce, come effetto, l’uscire dalle nostre corazze, dai nostri immobilismi, e il mettersi al servizio del Regno.

Come?

Ciascuno offrendo i suoi talenti.


A cura di Fabrizio Morello