Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 24 Gennaio 2021

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Una pagina bellissima e intensa di messaggi quella che che ci propone la Chiesa oggi, IIIª Domenica del tempo ordinario.

Il tempo “ ordinario “, cioè il tempo “ feriale “, il tempo “ di ogni giorno “, la nostra quotidianità.

E’ in questo tempo, che a noi, spesso, sembra routinario, noioso, sempre uguale a se stesso, connotato dal ripetersi meccanico delle nostre occupazioni, che Gesu’ passa nella nostra vita e ci chiama.

E’ quello che dice, in estrema sintesi, il testo odierno.

Il brano inizia con il Maestro che sta facendo il suo “ lavoro quotidiano “: sta “ proclamando il Vangelo di Dio “ dicendo a tutti: “ Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo “.

Il “ mestiere “ di Gesu’ è quindi “ l’annunciatore del Vangelo “.

Cristo proclama la buona novella e dice a tutti la parola essenziale per ogni cammino: CONVERTITEVI

Convertirsi significa, da vocabolario, “ fare un netto mutamento “.

A me piace anche tanto, come sua spiegazione, “ fare un’inversione ad U “, cambiare completamente strada.

E’ questo il messaggio principe del Vangelo di oggi.

Dobbiamo convertirci, cambiare il nostro modo di pensare, di agire.

Ma, come si fa a porre in essere, o, meglio, ad iniziare, questo percorso di cambiamento?

Tranquilli, anche questo ce lo dice Gesu’!!!

CREDETE NEL VANGELO

La conversione parte solo da questo, dal Vangelo.

Il Vangelo è Parola incarnata; per cambiare bisogna quindi leggerlo, meditarlo, interiorizzarlo, e, infine, viverlo.

Convertitevi e credete nel Vangelo “ sono quindi azioni concatenate.

Chi crede nel Vangelo, chi lo pone al centro della propria vita, chi gli riconosce l’autorità di PAROLA VERA, inizia il meraviglioso cammino della conversione che lo porterà, a mano a mano, non più a leggere il Vangelo ma ad essere Vangelo.

Detto questo…vediamo due ” esempi di conversione “.

Gli incontri di Gesu’ con Simone ed Andrea prima e con Giacomo e Giovanni dopo.

Simili ma non proprio identici.

Il primo.

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono“.

Gesu’ passa nella quotidianità di questi due fratelli e li vede mentre “ gettavano le reti in mare “.

Gettare le reti è quello che fanno abitualmente i pescatori per svolgere il loro mestiere.

Gettare, però, significa anche buttar via, abbandonare le “ proprie reti “, cioè tutti quei vincoli, quelle paure, quei pregiudizi che ci portiamo dentro e che ci impediscono di osare, di cambiare, di orientarci a cio’ che veramente ci piace, a cio’ che percepiamo essere la nostra essenza.

Gesu’ intercetta la volontà di cambiamento di questi due uomini e dà loro la spinta decisiva a renderla concreta dicendo loro: “ Venite dietro a me “.

DIETRO

Se si decide di “ seguire Gesu’ “ bisogna essere umili, sempre pronti ad imparare da lui.

Bisogna quindi stargli “ dietro “ e mai avanti o a fianco.

La “ scossa “ della chiamata autorevole che proviene dal Maestro spinge Simone ed Andrea ad assecondare la loro volontà di cambiamento, tenuta nascosta nell’anima, schiacciata.

Capiscono che è il momento propizio e decidono: “ subito lasciarono le reti e lo seguirono “.

Sono pronti, vogliono iniziare questo percorso “ dietro Gesu’ “, fidandosi della sua Parola: “ vi farò diventare pescatori di uomini “, cioè vi “ insegnerò il mio mestiere, la mia missione “, vi farò “ annunciatori del Vangelo “.

Il secondo.

Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Il compito, con Giacomo e Giovanni, è…più complesso!!!

Questi due fratelli, infatti, “ riparavano le reti “.

Anche questo gesto, abituale per il lavoro dei pescatori, assume un’importante valenza spirituale.

Mentre Simone ed Andrea “ gettavano le reti “, avevano voglia di liberarsi dai loro legami, Giacomo e Giovanni le “ riparavano “, non volevano buttarle via bensi’ insistere nel proseguire per la loro strada.

Si sentivano più al sicuro nella vita che avevano condotto fino a quel momento e, quindi, pur avendo anch’essi, nella profondità dell’anima, dei buchi ( le reti rotte ), cercavano di ripararli, di andare avanti sullo stesso tracciato.

Non si sentivano pronti al cambiamento.

Gesu’ intercetta questo loro stato d’animo e…” subito li chiamo’ “.

E’ interessante che il testo, nel loro caso, dice che fu Gesu’ a chiamarli “ subito “ mentre, quando si riferisce a Simone ed Andrea, disse che furono questi ultimi ad andare “ subito “ dietro il Maestro.

Cristo deve quindi essere più incisivo con Giacomo e Giovanni, deve rimuovere più ostacoli per intercettare una voglia di cambiamento tenuta più soffocata.

Quel “ subito li chiamo’ “ produce però l’effetto sperato.

Essi “ lasciano il padre Zebedeo e vanno dietro di lui “.

Fanno più di Simone ed Andrea!!!

Questi due avevano lasciato le reti, loro, addirittura, lasciano il loro padre naturale per mettersi “ dietro “, alla sequela, del loro fratello Gesu’, figlio del loro padre divino.

Entrambi gli esempi sono bellissimi e valgono per tutti noi.

Oggi Gesu’ ci dice: chiunque tu sia, qualunque cosa tu faccia, io so che ti senti “ insoddisfatto “ perché hai messo al centro della tua vita il tuo lavoro, il tuo successo, il tuo ben-avere ( il ben-essere è un’altra cosa!!! ).

Vorresti cambiare, senti che cosi’ non va ma… non hai coraggio.

Le tue paure, il giudizio degli altri, ti bloccano.

Io passo, ti vedo e ti propongo: “ Credi nel Vangelo “.

Ora sta a te.

Vuoi iniziare a cambiare?

Vuoi iniziare un percorso di conversione?

Datti una chance, prendi in mano la mia Parola.

Se sarai costante, se sarai assiduo, ti accorgerai che è scritta per te, che ti parla, che è quella che stavi aspettando da sempre.

A quel punto non avrai più paura, butterai via “ le tue reti “ che ti imbrigliano, le straccerai e verrai dietro di me, continuerai la mia opera divenendo “ pescatore di uomini “, cioè annunciatore della luce, del bello, del vivo, del Risorto.

Diveniamo pescatori di uomini “.

E’ questo l’augurio che faccio a tutti.

Buona Domenica e buona riflessione.


A cura di Fabrizio Morello

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