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Esegesi e commento al Vangelo di Domenica 15 Luglio 2018 – p. Rinaldo Paganelli

MANDÒ I DISCEPOLI A DUE A DUE

p. Rinaldo Paganelli

La chiamata è un mistero

Nella vicenda di vocazione e missione di Amos, che finisce in un conflitto con la censura autoritaria, c’è descritta la tentazione sempre latente di confondere Dio e la sua immagine con gli schemi teorici. Dio sta stretto in ogni idea, Egli è l’ineffabile, che chiede a noi un occhio più attento ed una sensibilità più vigile per le sue chiamate e manifestazioni misteriose. La chiamata del dovere non sempre corrisponde alla chiamata di Dio, la ricerca di Betel non sempre è ricerca di Dio. E anche Paolo ci ricorda che la storia della nostra vocazione è un mistero nascosto e rivelato a un tempo. Le nostre singole storie sono tenute in piedi da questi due fili che ne tessono la consistenza: il mistero di Dio e il mistero della storia. Questo oscillare della realtà tra il nascosto e il rivelato, è una forma per vedere la vita in unità di progetto, ma considerato ora dalla parte di Dio, ora dalla parte della storia.

Partecipi della stessa missione

Questo intreccio tra Dio e la storia è ben espresso dal vangelo. La signoria sui demoni evidenzia che i Dodici partecipano degli stessi poteri e della stessa missione di Gesù. Egli li manda e li abilita ad un potere del tutto particolare. Dopo ciò, Cristo Gesù precisa l’attrezzatura e il comportamento di coloro che sono mandati. Sono necessari: un compagno di viaggio, un bastone, i sandali e una tunica, elementi essenziali del viandante. Né borsa, né bisaccia, né denaro diventa un ordine. La povertà degli apostoli e la rigorosa assenza di «mezzi» convincenti o addirittura costringenti non è una forma di ascetismo, ma la proclamazione di una potenza assolutamente nuova e completamente diversa da ogni potenza umana. L’intreccio tra fede e povertà è testimonianza essenziale, perché la fede dei figli di Dio è necessariamente abbandono totale e fiducioso alla volontà del Padre.

Unico riferimento e sostegno la Parola

Chi partecipa alla missione di Gesù Cristo deve spogliarsi di ogni possesso, anche di quello sui beni più immediati e necessari alla sussistenza, perché l’unico loro possesso sia l’essere posseduti dal messaggio e dalla presenza di Cristo Gesù. Tutta l’attenzione non deve essere nelle cose da custodire, da non farsi rubare, da ricontare ad ogni arrivo e partenza, ma sulla grandezza della Parola che è stata affidata. L’annuncio della Buona notizia è discreto, non si impone. Non richiede altro che la disponibilità del discepolo ad andare per città e villaggi senza sicurezze, solo con la forza dello Spirito, dono di Dio, perché il mondo creda. La cosa più vistosa di questo passo è da una parte la perfetta dipendenza degli apostoli da Gesù, e dall’altra la loro uguaglianza con Lui quanto alla Parola, all’attività, all’esigenza. Essere mandati allora vuol dire dare a Cristo la possibilità di eseguire la sua missione anche attraverso gli uomini che sceglie. L’annuncio della Parola è il principio di una realtà nuova che coinvolge tutta la vita delle persone. Non è il «mordi e fuggi» di un momento, ma è il volto nuovo di una vita nuova. Come tale esige vincoli di stabilità bene espressi dal verbo «rimanetevi». Non sarà evidentemente questione di tempi, ma certamente esigerà la fondazione di legami profondi, diretti e stabili. Diventa regola prima ed universale quella di evidenziare il contrasto tra la potenza e la profondità della predicazione evangelica e lo scandalo di predicatori-testimoni così miseri e inadeguati. Non dovranno infatti annunciare una «sistemazione» della vita, ma un cambiamento radicale della vita, una vita assolutamente nuova. Non una vita garantita, ma una vita esposta e quindi interamente affidata alla potenza di Dio.

L’impegno personale

Quello che è certo è che la missione dei Dodici è prima di tutto testimonianza della loro vita personale. Lo stesso invio «due a due» sembra adatto a mostrare la novità di una relazione prima di tutto fraterna tra i figli di Dio. Anche il v.11, che indubbiamente contiene un elemento di giudizio circa l’accoglienza e il rifiuto della predicazione apostolica, pare orientato all’umiltà più che alla severità. Il giudizio appare severo proprio perché manifestandosi con gesti di «resa», consegna le persone a tutta la responsabilità delle loro scelte. Si tratta di una testimonianza non «contro di loro», ma «per loro», forse, perché possano tornare a riflettere su quanto è loro accaduto attraverso questi umili inviati.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • Che cosa ti serve per annunciare la Parola?
  • L’essenzialità voluta da Cristo Gesù è esagerata per il nostro tempo?

IN FAMIGLIA

Ogni membro della famiglia è chiamato a realizzare la propria vocazione.
Ci pensiamo al fatto che abbiamo una vocazione?
Che cosa facciamo per aiutarci a realizzarla?
Siamo contenti di scoprire che l’altro sta facendo qualcosa di interessante?
Che cosa vogliamo di più rispetto a quello che già abbiamo per realizzare la nostra vocazione?

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 15 Luglio 2018 anche qui.

Mc 6, 7-13
Dal Vangelo secondo Marco

7Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 15 – 21 Luglio 2018
  • Tempo Ordinario XV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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