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Esegesi e commento al Vangelo di Domenica 13 gennaio 2019 – p. Rinaldo Paganelli

TU SEI IL FIGLIO MIO

p. Rinaldo Paganelli

Parlare al cuore

Al centro della prima lettura si trova la grande proclamazione di una consolazione per il popolo esiliato in terra di Babilonia, una consolazione piena di amore e di tenerezza: «Parlate al cuore di Gerusalemme» (Is 40,2), dice il profeta, perché l’esilio prende fine e spunta una luce per gli ebrei: Ciro, colui che verrà acclamato quale messia del Signore. Tre aspetti caratterizzano questa consolazione: una nuova creazione, un nuovo esodo, la venuta del Signore. Non è difficile trovare nel Battesimo del Signore i tre elementi. Nel Battesimo di Gesù inizia la nuova creazione. Due elementi lo mettono in evidenza: la colomba, «il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come una colomba » (Lc 3,21). Questo fatto non può non evocare lo Spirito di Dio che aleggiava sulle acque appena prima della creazione. E subito dopo l’episodio del Battesimo Luca pone la genealogia di Gesù quasi ad indicare la completa novità di Colui che deve venire.

Per compiere qualcosa di importante

Gesù viene abilitato alla sua missione redentiva dal dono della pienezza dello Spirito Santo. Ed infatti, poco tempo dopo, Gesù ritornato a Nazaret dirà di se stesso: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato» (Lc 4,18). Lo Spirito vivificante viene ridonato all’uomo. Scende e rimane in Gesù, e da Gesù viene donato ai suoi discepoli. Il Battesimo di Gesù avviene al Giordano, nel luogo dove finisce ogni esodo, perché da lì si entra in terra d’Israele. Il Battesimo appare come il gesto culminante di un grande esodo, il coronamento di un vasto movimento popolare, e Gesù mette fine a questo momento di preparazione. Ormai non si può più preparare nulla, perché il Signore è venuto: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22). La «Voce dal cielo» nel linguaggio biblico significa parola e rivelazione di Dio. Essa ci svela la vera identità di Gesù. Gesù è venuto a riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro come Figlio, scelto ed inviato per un compito unico.

Dentro un progetto condiviso

La nuova creazione avviene nella preghiera del Figlio. La profezia di una realtà nuova si compie in Gesù battezzato, ma soprattutto in Gesù che prega. Lui è  il nuovo Adamo, Lui ritorna in pienezza a Dio, e per Lui si apre il cielo e Dio fa abitare in Lui la sua divinità. L’immagine del Vangelo in cui Gesù, battezzato da Giovanni, prega il Padre che manda lo Spirito, è una bellissima icona della Trinità che dà compimento alla legge e la supera in virtù della manifestazione del Figlio attraverso cui e in cui diventiamo figli. Il compimento della legge che viene superata è quella consolazione di cui ci parla Isaia; è la strada spianata nella steppa, è la possibilità di entrare nella Gloria del Signore, visibile a tutti, perché Dio, l’Onnipotente si è manifestato. Entrare in un rapporto di familiarità e di dialogo col Tre volte Santo non è più un sogno proibito. È la possibilità che ci è stata donata in Gesù. Con la sua risurrezione ci ha aperto come precursore la via d’ingresso nella stessa dimora divina.

Portato avanti nell’umiltà

Il superamento di ogni distanza con Dio è rappresentato dall’immagine del pastore che reca sulle spalle gli agnellini e conduce le pecore madri (cfr. Is 40,11). Se accogliamo il mistero dell’amore di Dio con umiltà, riceveremo la salvezza come dono e non come «collezione» delle nostre opere buone. Il Battesimo  di Gesù non è solo una realtà che ci sta davanti ma un evento nel quale ci troviamo inseriti. Non si tratta allora di comprendere l’evento, ma di viverlo, se il nostro Battesimo è avvenuto una volta per sempre, va pure costantemente rinnovato, e rinforzato. Noi, che siamo stati battezzati nella morte e nella risurrezione di Gesù possiamo ora comprendere in pieno il significato del suo Battesimo. Facendosi battezzare e scendendo nella corrente del Giordano, Gesù volle condividere in pieno la condizione umana fino alla morte ed alla sepoltura. Con questo gesto Gesù anticipa l’evento della Croce, ed inizia il suo itinerario orientato verso di essa. Uscendo dall’acqua, anticipa la sua risurrezione. La condivisione della nostra condizione ha l’effetto di mutarla radicalmente.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • Quando ti capita di parlare al cuore di qualcuno?
  • Come vivi la tua consacrazione battesimale?

IN FAMIGLIA

Ricordiamo la data del nostro Battesimo e diciamo grazie pregando per quello che in questo tempo riusciamo a vivere della fede.
Possiamo anche fare un piccolo confronto sulle cose che non sentiamo rispondenti al nostro cammino di fede per capire da cosa deriva la difficoltà e come poterla superare.

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 13 Gennaio 2019 anche qui.

Lc 3, 15-16. 21-22
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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