Esegesi al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 – p. Rinaldo Paganelli

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STUPIRSI

p. Rinaldo Paganelli

Non temere

Quasi partecipasse al travaglio della fede di Abramo, Dio interviene con questo «non temere» che sappiamo accompagnare l’ingresso del Signore nella vita delle persone. Basta pensare all’annunciazione del Signore a Maria. Subito il Signore Dio vuole rassicurare Abramo in una vicenda del tutto superiore alle forze dell’uomo, e aggiunge: «Io sono il tuo scudo. La tua ricompensa sarà molto grande». Ed è proprio questa iniziativa di Dio a muovere la dichiarazione di fatica e sconforto che Abramo esprime, e sembra quasi gridare e protestare l’evidenza di una situazione che contraddice la promessa divina. Postula un esito ben diverso: «un mio domestico sarà mio erede». La Parola di Dio a sua volta contraddice il ragionamento ovvio di Abramo, ed è accompagnata dall’immagine del cielo stellato. A questo punto Abramo: «…credette al Signore che glielo accreditò come giustizia» (v. 6).

La Parola cresce

A partire da questa realtà qualcuno giustamente osserva l’importanza e la preziosità dell’entrare di Gesù in tutta la vicenda, la tradizione, la fede del suo Popolo, e quindi nella realtà di tutto l’umano che in Israele lo ha atteso. È affascinante questa continua grande «conversazione», dove la Parola cresce per l’intervento di molti, senza rigidità e senza «gerarchie»: angeli e uomini, protagonisti come Maria e figure collettive come i pastori, e nel vangelo di oggi Simeone e Anna. Tutti hanno qualcosa da comunicare e tutti ricevono la Parola. Per questo, anche «il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui» (v. 33). In Simeone è tutta la grande profezia di Israele che giunge finalmente alla sua pienezza e al suo termine. E questa profezia di Simeone è anche preannuncio pasquale.

Cristo Gesù salvezza per tutti

Dove è detto «è qui», il testo originale dice che «egli è posto, giace». Abbiamo già incontrato questo verbo in Lc 2,12 quando ai pastori viene annunciato che troveranno il Bambino «adagiato» in una mangiatoia, e lo troveremo in Lc 23,53 per dire del luogo dove Gesù viene sepolto. Dunque, grande annuncio della sua nascita e della sua morte. Ed è appunto «per la caduta e la risurrezione di molti in Israele», cioè per l’evento di morte e risurrezione come salvezza di tutta l’umanità, chiamata a «morire» dalla stirpe di Adamo e a «risorgere» come figlia di Dio. Gesù è «segno di contraddizione» (v. 34), o meglio «segno contraddetto», perché la sua Parola evangelica contesterà le sapienze e le logiche della mondanità, che si opporrà alla Buona Notizia di Gesù fino alla Croce. Questo metterà in crisi verso la salvezza «i pensieri» – alla lettera, i dubbi, le contraddizioni – di molti cuori». Di questa «passione» sarà partecipe anche la Madre, che nella Passione secondo Giovanni troveremo sotto la Croce del Figlio.

Il cammino libero in famiglia

L’esempio di Gesù è particolarmente significativo. Egli è stato soggetto a tutte le leggi della convivenza umana, ma non ne ha assolutizzata nessuna. Era certamente legato alla sua famiglia, ma i suoi famigliari li può trovare anche altrove. Ha incarnato e testimoniato i grandi valori dell’amore, della fedeltà, ma non ha assolutizzato nessun modello storico. Giuseppe e Maria hanno sentito il proprio figlio che insegnava loro a chi obbedire. Ci vuole molto coraggio per diventare «figli dei propri figli». Certo che in questo modo la famiglia viene scossa, ma per essere costruita più saldamente. Viene rotto qualcosa di chiuso, ma perché possa uscire qualcosa di nuovo. È un cammino difficile, ma che realizza la libertà di tutti. Una famiglia comincia a essere autentica, quando le persone che la compongono possono realizzare un cammino proprio. Spesso sono strade diverse da quelle previste, spazi più vasti da quelli percorsi, ma danno il senso della novità e della vita, aperti alle speranze degli uomini e al futuro di Dio.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • C’è qualche aspetto che vi preoccupa nel vostro cammino di fede?
  • Nell’incontro con la Parola come si può alimentare la famiglia?

IN FAMIGLIA

La presenza dei figli in che cosa ha cambiato la vostra vita?
Provate a mettere in linea i cambiamenti che individuate e fermatevi a riflettere su quello che più di altri trovate importante per il vostro nucleo famigliare.

  • Che cosa vi ha insegnato questo percorso?
  • Quali atteggiamenti sono mutati tra voi?
  • Quando incontrate nuove difficoltà, a che cosa vi affidate?

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 anche qui.

Domenica della Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe – Anno B

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Lc 2, 22-40
Dal Vangelo secondo Luca

 22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Dicembre 2017 – 06 Gennaio 2018
  • Tempo di Natale I
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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