Esegesi al Vangelo di domenica 24 dicembre 2017 – p. Rinaldo Paganelli

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UN GREMBO DA ACCOGLIERE

p. Rinaldo Paganelli

Dio ci modella e si prepara una casa

L’unità delle letture di questa liturgia sta in una rivelazione molto importante per noi. Siamo chiamati a preparare una dimora per il Signore che viene in mezzo agli uomini, ma chi, in realtà, costruisce quella casa, non siamo noi ma Dio stesso. Forse siamo disposti a fare molte cose per Dio, ma ci viene chiesto di lasciarci modellare e plasmare da Lui. Solo così la sua casa corrisponderà a quello che Lui desidera. Davide non ha capito questo e pensa di fare qualcosa di grande per il suo Signore, come un inno al suo re. Ma Dio è incontenibile, è la presenza silenziosa e reale che abita ogni angolo della terra. Il tempio è la casa dell’uomo, l’umanità, la dimora di Dio, e quando l’Onnipotente si manifesta, irrompe nella storia con promesse grandi, non comprensibili dall’intelligenza e dal cuore dei suoi figli.

Ogni annuncio diventa realtà

Davide avrà un regno grande, Maria concepirà un figlio pur non conoscendo uomo, ma non un figlio qualunque, diventerà la madre del Signore. Dio promette tutto questo ed è fedele ad ogni promessa, ad ogni annuncio di angelo, ad ogni parola di profeta. È fedele perché a Lui nulla è impossibile. Però la grandezza delle sue promesse può realizzarsi solo attraverso un «eccomi» fiducioso e orante, nell’umiltà e nel silenzio, nella fiducia totale verso un Dio che vuole solo il bene, tutto il bene per l’umanità nella quale si è incarnato.Maria è tempio di Dio, ma anch’essa è profezia e figura. È colei che ha creduto, e mette in evidenza un punto importante. Credere non è aderire intellettualmente a delle verità di fede, ma è entrare in un mistero insondabile con le facoltà intellettuali, perché Dio è un padre amante degli uomini, al quale si può aderire solo consegnandosi a Lui totalmente.

La collaborazione preziosa di Maria

Maria diventa casa di Dio e la sua fede si fa obbedienza. Dio abita in ogni uomo e donna della terra, e semplicemente amando, conduce ciascuno e tutti fino a Casa. È quello che aveva perfettamente intuito quella povera e umile giovane ebrea quando decise di offrirsi come piccola tenda di Dio, «grembo verginale di Lui». Maria di questa storia di poveri, custoditi dalla parola di speranza, è nello stesso tempo il vertice ed il compimento. Vive un profondo turbamento di fronte alla visita che ha ricevuto e all’appellativo (graziata, raggiunta dalla grazia) che riceve e di cui si meraviglia. Si interroga sul senso delle parole a lei rivolte, e molto concretamente chiede in quale modo il progetto di salvezza a lei rivelato potrà realizzarsi. La confessione della propria condizione di impotenza e povertà, esprimono tutta la sapienza d’Israele che, pur consapevole della debolezza di ogni carne, è in attesa come sentinella di tutta l’umanità.

La naturale paura

Il tremore di Maria tuttavia è anche nuovo. Infatti non è solo il tremore della sua piccolezza di fronte al manifestarsi di una grazia che si rivela a lei inspiegabilmente, per cui il grande si china sul piccolo, ma è soprattutto consapevolezza che in lei il grande si fa piccolissimo. La salvezza raggiunge lei, come ogni uomo, in una maniera imprevedibile. L’umanità diventa l’arca che racchiude il dono, una presenza che non dimora più soltanto vicino a lei, ma si forma nel suo intimo. Quella di Maria non è una vicenda elitaria, ma è una possibilità aperta a tutti proprio a motivo della radicalità dell’annunzio che la muove: «Nulla è impossibile a Dio». Se si trattasse solo di una cosa «possibile» riguarderebbe esclusivamente i potenti. Poiché invece è «impossibile», allora veramente è per tutti. Infatti proprio perché si tratta di una «nuova creazione», non solo il singolo cuore viene toccato da un evento «inaudito», ma il cuore di ogni uomo. Tutti, al di là di ogni appartenenza etnica o culturale, sono interpellati da una notizia che libera la domanda nascosta, che finalmente può essere posta perché ha trovato in Dio l’interlocutore.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • Pensa al valore di una casa e presenta la tua riflessione al gruppo.
  • Il Signore per abitare oggi chiede la tua collaborazione, cosa puoi dare di te?

IN FAMIGLIA

Gli annunci a volte sono belli, in altri momenti lasciano segni di fatica. Individua quelli che hanno segnato negativamente la tua famiglia e vedi che risvolti hanno avuto:

  • In che cosa ti hanno fatto crescere.
  • Quali attenzioni positive hanno sviluppato.
  • Come ti sei rapportato con quelli che ti sono stati vicino.
  • Che paure si sono manifestate.
  • Quanta collaborazione hai messo in gioco.

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 24 dicembre 2017 anche qui.

IV Domenica di Avvento – Anno B

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Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondo Luca

26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 24 – 30 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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