don Tonino Lasconi – Commento al Vangelo del 22 Dicembre 2019

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Accogliete!

Luminarie, alberi, presepi, doni… Tutto bello se tutto è uno stimolo a generare Gesù in noi.
Il vangelo dell’ultima domenica di Avvento si apre come l’incipit di una notizia di cronaca: «Così fu generato Gesù Cristo». Per capire il racconto che segue, però, è necessario conoscere ciò che è accaduto prima. Il “prima” è una lunghissima vicenda di “sì a Dio”, che inizia con quello di Abramo che accoglie il misterioso richiamo ad abbandonare la sua terra, le sue greggi, le sue sicurezze per avventurarsi verso una terra sconosciuta. Dopo Abramo, la storia continua con le vicende di uomini e donne, che, superando negazioni e deviazioni, proseguono nel “sì a Dio”, anche quando da loro non ce lo si sarebbe aspettato, fino a Giuseppe. Questi, chiamato a credere a un segno che aveva spaventato il re Acaz: «La vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele», dice il suo sì, prendendo con sé Maria, anche se già incinta. Ecco come «fu generato Gesù Cristo».

Gesù fu generato da una sequenza di sì, che i no, pur numerosi e decisi, come quello di Acaz – incrollabile nonostante il profeta Isaia fosse pronto a certificarlo con un segno straordinario «dal profondo degli inferi oppure dall’alto» – non erano riusciti a fermare. Gesù è stato generato, è venuto su questa terra, è entrato nella nostra storia, perché è stato accolto da uomini e donne, da Abramo a Maria e Giuseppe, che hanno detto sì a Dio. Grande mistero! Dio, per il quale nulla è impossibile, per donarci suo Figlio si è affidato alle libere scelte delle sue creature.

E adesso? Questa storia straordinaria, umanamente impensabile, non si interrompe e non si ferma, perché Gesù che “fu generato” a Betlemme continua a essere generato oggi per mezzo di coloro che lo accolgono, dicendo “sì” alle sue richieste che invitano a uscire dalla propria terra, da ciò che sembra abituale e normale, come hanno fatto gli uomini e le donne da Abramo fino a Maria e Giuseppe.

Il percorso dell’Avvento che ci ha invitato a “vegliare” per essere capaci di aprire gli occhi su ciò che umanamente non appare, a “raddrizzare” le deviazioni verso ciò che è facile e promettente, a “preparare” pensieri, sentimenti, comportamenti adeguati, si conclude con l’invito ad “accogliere” Gesù, facendolo nascere nella nostra vita, e nella nostra piccola storia senza “temere”, anche se ci sembra al di fuori della nostra portata, come fu per Acaz, e come può apparire a noi. Quest’ultimo verbo dell’Avvento è quello che rende vero il Natale, questo Natale.

Dal punto di vista umano e sociale, questa domenica è già Natale. Le città brillano di luminarie, gli alberi e i presepi sono accesi nelle piazze, nelle vetrine, nelle case, i doni sono pronti. Tutte cose belle che aumenteranno di intensità fino al culmine della Messa di Mezzanotte che vedrà la presenza anche di coloro che entrano in chiesa soltanto in questa occasione. Tutte cose belle che a molti danno fastidio perché: non sono “niente altro che esteriorità che nascondono o annullano il valore autenticamente religioso della festa, a favore di una manifestazione folcloristica e consumistica, e che trasformano la gioia spirituale in allegria scomposta”. È vero. Questo può succedere. Ma niente impedisce di prendere da questi segni lo stimolo a ricordare “come fu generato Gesù Cristo” e come oggi chiede di essere generato.

Non è detto che i “sì” di coloro che umilmente e generosamente sono impegnati ad accogliere il Signore per continuate a “essere generato” nel nostro oggi sarebbero più numerosi, se questa festa passasse senza luminarie, senza alberi, senza doni, senza gioia.

Ma poi… Quando fu generato Gesù a Betlemme, il Cielo non si risparmiò: una stella speciale guida i Magi, c’è “la gloria del Signore” che avvolge di luce i pastori e “una moltitudine dell’esercito celeste” che riempie il cielo di lodi e di canti a Dio. Se non è festa questa…
E, allora, se il cielo fece festa, perché non dovremmo farla noi?

Fonte: Paoline


Letture della
IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.Dal libro del profeta Isaìa

Is 7, 10-14 

In quei giorni, il Signore parlò ancora ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».

Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».

Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 23 (24)

R. Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

Seconda Lettura

Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1, 1-7

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Vangelo

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1, 18-24 

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore

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