don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo di domenica 2 Febbraio 2020

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Il vecchio Simeone rappresenta l’antico Israele in attesa di una presenza in grado di compiergli il cuore. Finalmente questo cuore inquieto può abbracciare la sua felicità, il balsamo capace di guarirlo della paura della morte, propria di ogni uomo. Le braccia secche, ‘antiche’ di Simeone ricevono la fonte della vita e dell’eterna giovinezza, perché ‘chi è in Cristo è una creatura nuova’ (2Cor 5, 17), e non conoscerà mai più la morte.

Simeone, rinato a vita nuova e definitiva, prorompe in un canto di gioia, di allegrezza dicendo letteralmente: «Ora sciogli il tuo servo Signore» (v. 29). È un verbo pesante questo sciogli, manda via, libera.

L’uomo da sempre è tenuto schiavo della paura della morte (cfr. Eb 2, 15), angosciato di cosa ne sarà della sua vita, di come finiranno i suoi giorni. Finalmente sappiamo non solo di essere nella vita, ma di essere vita e in quanto tale non finiremo mai, perché la vita non può finire. La morte non è il contrario della vita ma solo della nascita. «Nulla nasce, nulla muore, nulla è o non è; nulla viene o va» (Buddha). Se la vita non può finire, finisce anche la nostra paura della morte.

Finché non entreremo in questa logica, continueremo ad essere angosciati e irrequieti, e questa paura atavica ci porterà ad attaccarci alla vita come un rapace alla roccia. Chi lascia andare, chi si sperimenta come ‘vivente’, cesserà anche di avere paura, perché l’amore scaccia il timore (1Gv 4, 18).

Il vecchio Simeone profetizza: «Egli è qui per la caduta, la resurrezione, … segno di contraddizione» (v. 34). Il termine ‘caduta’ ha significato di crollo, distruzione, rovina. Che questo diventi preghiera: che Cristo sia veramente la nostra rovina, nostra resurrezione e contraddizione.

Sii per me rovina Signore: non lasciarmi nell’indifferenza, nel quieto vivere, nelle mie sicurezze, nella mia falsa pace. Fai crollare la mia vita inautentica, la mia via ‘morta’, il mio modo di mascherare quello che sono in realtà.
Contraddici i miei pensieri con i tuoi pensieri, contraddici le mie posizioni e le mie sicurezze con la luce della tua croce che è l’amore che sa andare fino in fondo, contraddici la mia visione del mondo quando non è corrispondente alla logica del dono.

Sii la mia resurrezione, quando credo che per me sia tutto finito, quando sperimento l’inferno, la delusione, il tradimento, l’infedeltà.


Letture della Domenica
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE – festa
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.Dal libro del profeta Malachìa

Ml 3,1-4

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 23 (24)

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R.

Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia. R.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R.

Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. R.

Seconda Lettura

Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.Dalla lettera agli Ebrei

Eb 2, 14-18

Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Parola di Dio

Vangelo

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2, 22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore-  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Parola del Signore.

Parola del Signore

Oppure:

(Forma breve)

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 2,22-32

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Parola del Signore.