don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo del 21 Marzo 2021

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Alcuni chiedono di ‘poter vedere Gesù’.
Il vangelo è chiaro su questo: Gesù lo s’incontra laddove si ama: «Quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40).

D’altra parte si sa, Dio non è un sostantivo da credere ma un verbo da viversi.
Cosa vuol dire amare? Uscire dall’inganno dell’ego. L’incentramento sull’io è un’implosione, un corto circuito, l’essere presente all’altro è edificazione del sé autentico. Se la cura del proprio io è mortifera, «chi ama la propria vita la perde» (v. 27), la morte dell’ego trasforma lentamente la nostra persona.
«Muori e diventa» (Goethe).

Noi siamo la vita che doniamo agli altri.
Ed è in questo vivificare i fratelli che diamo ‘gloria a Dio’. Certo, perché l’unica gloria che Dio può riconoscere è ‘l’uomo vivente’ (Ireneo).
È amando i fratelli che il nome di Dio viene santificato.
Col dire “Sia santificato il tuo nome”, nel Padre Nostro c’impegniamo nella cura dell’altro, perché il vero nome di Dio sono le creature. Quando infanghiamo il nome degli uomini, quando non diamo loro dignità – o peggio ancora quando gliela togliamo – il nome di Dio viene bestemmiato.

Dire “Sia santificato il tuo nome” significherà dunque: “che i tuoi figli grazie a me comincino a vivere di più”.
Non solo. Il brano di oggi ci ricorda che vivendo il principio dell’amore, nelle nostre comuni circostanze di vita, il “principe di questo mondo” sarà gettato fuori. E questo principe – attenti – non è il demonio, ma quel nostro stile di vita improntato sulla logica del potere, dell’arrivismo, della cattiveria, della prevaricazione, dell’egoismo. Laddove si vive l’amore, questa cappa mortale verrà dissolta. Più luce immettiamo nelle nostre relazioni, più il potere del male arretrerà e la tenebra conoscerà la sconfitta.

Aveva ragione Dostoevskij, sarà la bellezza a salvare il mondo, e la bellezza altro non è che l’amore manifestato. Infatti Gesù dice: “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”. La croce è l’evento bello per antonomasia, perché rivelazione dell’amore più grande.
La bellezza attira, affascina, trascina. Non saranno mai le prediche e uno sterile moralismo a trasformare il mondo e nutrire le coscienze, ma un amore autentico, capace di andare fino alla fine.


AUTORE: don Paolo SquizzatoFONTECANALE YOUTUBE