don Nicola Filippi – Commento al Vangelo di domenica 25 Agosto 2019

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Quella “porta stretta” aperta sull’infinito
XXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Il desiderio più profondo di ogni uomo è quello di essere felice, felicità che assume forme diverse, dal benessere economico alla salute, dalla serenità interiore alla pace con le altre persone. Tuttavia, questa aspirazione rimane sempre insoddisfatta perché l’esperienza insegna che da solo l’essere umano non è in grado di raggiungerla da sé.

Infatti, né la scienza, né la tecnica e neanche il potere sono in grado di soddisfare questa sete di vita, perché Dio ci ha creato per vivere con lui. Infatti, solo la comunione con Dio dona la quiete al cuore dell’uomo e salva la vita dal non senso. Ma come si ottiene la salvezza? È questa la domanda che ogni discepolo pone a Gesù, proprio come facevano i contemporanei del rabbi di Nazaret, a cominciare dal tale di cui parla il vangelo odierno (Lc 13,23) e dall’uomo che domandò al Maestro cosa dovesse fare per avere la vita eterna (cfr Mc 10,17).

La risposta di Gesù spiazza il richiedente: la salvezza non si ottiene facendo qualcosa ma ponendosi alla sua sequela, perché la salvezza è egli stesso. Tutto ciò viene descritto con l’immagine dell’entrare per la porta stretta, quella porta attraverso cui bisogna passare per avere la vita (cfr Gv 10,9). Per questo la salvezza non si ottiene attraverso la partecipazione a riti religiosi o nell’accoglienza formale dell’insegnamento del Maestro, come Gesù spiega al suo interlocutore (Lc 13,26). Al contrario serve entrare in una relazione di amicizia, dove si impara a volere quello che Cristo vuole, conformando giorno dopo giorno la propria vita alla sua, facendo diventare storia concreta il Vangelo e non relegandolo a una semplice parola o a un buon proposito.

Infatti, la tentazione più grande per ogni discepolo, come ha scritto il Santo Padre in Gaudete et exsultate, è quella «di trasformare l’esperienza cristiana in un insieme di elucubrazioni mentali che finiscono per allontanarci dalla freschezza del Vangelo». Per questo se la partecipazione all’Eucaristia non si prolunga nella vita di tutti i giorni con un’esistenza che testimonia un amore fino alla fine riflesso di quello del Maestro, se l’ascolto della Parola non si traduce in un’obbedienza filiale, il discepolo si illude di avere incontrato il Salvatore.

La salvezza, dunque, non la si ottiene rimanendo seduti, immobili nelle proprie convinzioni, certi di avere raggiunto la maturità nella fede, ma al contrario alzandosi quotidianamente per varcare la Porta. Una Porta stretta, perché il Vangelo è esigente, ma che in realtà si apre sull’infinito: Dio, uno e Trino, che dona alla vita un nuovo senso.

don Nicola Filippi
Fonte del commento: Osservatore Romano

Letture della
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,18b-21

 
Così dice il Signore:
 
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
 
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
 
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
 
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Salmo 116 (117)

R. Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. R.
 
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.

Seconda Lettura

Il Signore corregge colui che egli ama.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,5-7.11-13

 
Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
 
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

Vangelo

Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore

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