don Mauro Pozzi – Vangelo di domenica 15 Dicembre 2019

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Il commento al Vangelo di domenica 15 Dicembre 2019, a cura di don Mauro

Isaia e Giovanni ci accompagnano in queste domeniche di Avvento. Hanno in comune il forte richiamo alla conversione e l’annuncio del Messia. Facciamoci aiutare da loro per preparare il Natale.

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AFFIDATI A LUI

Giovanni è in carcere e presto sarà decapitato. Capisce che la sua vita è alla fine e cerca la prova che Gesù è proprio il Messia. Il Maestro gli risponde con i fatti che confermano, secondo quello che i profeti avevano preannunciato, che il Cristo è lui. Potrebbe sembrare che Giovanni manchi di fede, ma è Gesù stesso che costruisce la sua difesa: il Battista non è solo un profeta, ma il più grande tra i nati di donna. Tuttavia non è ancora nel Regno, perciò non gode per il momento della visione di Dio e dunque soffre ancora della debolezza umana. Per questo nella solitudine del carcere ha bisogno di essere sostenuto.

Gesù capisce subito questa sua necessità e non lo rimprovera, anzi lo loda pubblicamente. È bello vedere questa delicatezza, che ci fa intendere che il Maestro conosce perfettamente la nostra natura ed è pronto a sostenerci. Siamo noi questi ciechi, sordi, lebbrosi, storpi, addirittura morti, malati di peccato, deboli e con poca fede, ma lui ci guarisce e ci resuscita. Questa è la gioia del Natale, dell’Incarnazione. Ecco perché il profeta Isaia dice: coraggio egli viene a salvarvi! Tutto il vangelo è costellato da storie di guarigioni straordinarie, quelle vicende sono un segno per noi.

Tutti coloro che hanno ottenuto la grazia della guarigione hanno in comune la fede: si sono rivolti a Gesù con fiducia e umiltà. Abbi pietà di me, questa è l’invocazione più frequente di quegli uomini sofferenti. Anche noi possiamo essere guariti dal male del peccato, ma dobbiamo avere la stessa fiducia. Soprattutto dobbiamo renderci conto che siamo malati. La cosa più brutta che possa capitarci è credere di essere a posto, come il fariseo che ringrazia perché lui non è peccatore e fa bene i suoi doveri di religioso. Se così fosse perché Dio si sarebbe dovuto fare uomo? Saremmo bastati a noi stessi.

Occorre invece che ci mettiamo nelle sue mani. Il Natale è un atto pedagogico di Dio, il quale si fa bambino, cioè piccolo e indifeso, e si affida totalmente alle mani dei suoi genitori, per insegnarci che anche noi dobbiamo metterci nelle mani del Padre. I bambini non crescono da soli, senza cura muoiono. Il messaggio del Natale è questo: lascia che il Padre si prenda cura di te.


Letture della
III DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA o ROSACEO

Prima Lettura

Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.Dal libro del profeta Isaìa

Is 35,1-6a. 8a. 10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Vieni, Signore, a salvarci.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R. 

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Gc 5,7-10

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio

Vangelo

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,2-11 

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore