don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 23 Agosto 2020

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Il commento al Vangelo di domenica 23 Agosto 2020, a cura di don Mauro

Gesù chiede a ciascuno di noi chi sia per noi oggi.

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TU CHE DICI?

Ci sono degli aspetti della personalità di Gesù che lo rendono indubbiamente affascinante, non solo per i cristiani, ma per tutti. Il Maestro sapeva parlare al cuore delle persone, sia quando predicava, che quando incontrava qualcuno personalmente. Il suo sguardo doveva essere davvero penetrante, per lui nulla era segreto.

Egli si oppose decisamente a una religiosità superficiale che guardava soprattutto all’osservanza di precetti esteriori e lo fece in modo non violento e perciò con una grande e incrollabile fermezza. La sua dedizione e il sacrificio finale sono esemplari per chiunque conduca, o abbia condotto in passato, delle battaglie per affermare degli ideali. Non è stupefacente dunque che Gesù sia conosciuto da tutti e citato anche dai non cristiani o da chi non crede.

È ovvio che anche ai suoi tempi, ci fossero opinioni e pareri contrastanti sulla sua persona. Era però necessario che i suoi discepoli avessero le idee chiare, per cui li interroga in merito. La gente comunemente pensava che egli fosse un profeta, ma Gesù è molto di più che un uomo inviato da Dio, per cui la domanda diventa personale: ma voi, chi dite che io sia?

Qui non siamo più nel passato, siamo nel presente e l’interrogativo è rivolto a ciascuno di noi. Il Signore vuole che noi prendiamo posizione, che ci rendiamo conto di chi sia veramente lui. Il rapporto col Maestro è sempre personale, egli non appartiene solo alla storia, ma è vivo, e oggi ci chiede di rispondere. Chi è per me Gesù? È semplicemente qualcuno da ammirare, come un grande personaggio, o è il mio Dio? Pietro ci offre la risposta giusta: tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Solo lo Spirito Santo permette all’apostolo di fare questa affermazione. La fede è un dono che dobbiamo chiedere. Il Signore vuole essere scelto e amato liberamente e dunque desidera che ognuno nel suo cuore gli chieda l’intelligenza della fede.

Quando nel vangelo Gesù dice: chiedete e vi sarà dato, tra le altre cose si riferisce proprio a questo dono che non viene negato a nessuno. Un dono che diventa il fondamento di ciò che il Maestro vuole costruire su ciascuno di noi. Come Pietro è la roccia su cui la chiesa viene edificata, così ogni cristiano che crede diventa un mattone della Chiesa, diventa uno strumento della redenzione.

Il Primo degli apostoli ha il potere di legare e sciogliere, cioè di attuare nel mondo la volontà di Dio, e ciascun membro della Chiesa, cioè ognuno di noi, diventa parte di questo potere e di questa volontà. Gesù non ci chiede solo la nostra opinione su di lui, ma ci invita a renderci disponibili per costruire oggi il suo Regno.


AUTORE: don Mauro Pozzi
FONTE: email
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