don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 5 Dicmbre 2021

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Le cose belle hanno il passo lento

Si era messo in testa d’entrare dal basso: non dal tetto, dallo scantinato. E Dio, quando si mette in testa una cosa, raramente cambia idea: “Voglio nascere dal basso, entrare nella storia da sotto – disse -. Non voglio sconti: o si giocherà lealmente, oppure manco mi scomodo”. Necessitava, dunque, di un paese, d’un documento d’identità, un lavoro per tirare avanti. Quaggiù, però, c’era un traffico pazzesco. Difficile far tutto: «Il traffico ha reso impossibile l’adulterio nelle ore di punta» scrisse Flaiano.

E, abituati al traffico, i viaggiatori iniziavano ad adorare di restare bloccati per ore: si erano appassionati di autoimmobilismo. Il potere ci metteva del suo: tutti capaci di comandare. Dove son troppi a comandare, però, nasce la confusione. “Cambiare strategia? – rispose Iddio a Satàn – Non ne ho un’altra. Nasco dal basso: non servirebbero a nulla i tuoi spettacoli pirotecnici”.

Perciò s’incamminò. Meglio, si scomodò: dice sforzo, convinzione, rischio. Prese la mira, zoomando mise a fuoco il paese, pensò che il suo pensiero era il migliore. Satàn gliene aveva offerte di scorciatoie: “Conosco uno che ti farebbe saltar la coda. Un altro ti offrirebbe gratis una casa con vista-mare. Dici di voler andare a bottega? A che serve: ho la possibilità di farti avere il sussidio gratis. Poi, in caso, con poco lavoro potrai avere il vitalizio. Una berrettina di porpora”. Satàn, citrullo, seguitava a confondere le sue opinioni con la strategia che avea in testa Dio. Che ascoltò, non fiatò: si avvalse della facoltà di non confondere.

E così – «nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Itùrea e della Traconitìde, e Lisàmia tetrarca dell’Abìlene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa» – Dio mise il piede per terra. Individuò un punto poco trafficato, investì su di un libero pensatore al soldo di nessuno, iniziò a smuover terra per metter su casa: «La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto». Le coordinate spazio-temporali sono chiarissime: il deserto, Giovanni, la parola di Dio. Che tutti sappiano il numero civico: nessuno teme ritorsioni. Se ci saranno, s’affronteranno a viso aperto, com’è loro stile.

Tutta quella gente, governando, aveva pensato tanto, nelle loro campagne elettorali aveva calcolato tutto, s’era immedesimata col potere stesso: Ponzio, la gente, lo chiamava governatore; Erode si faceva chiamare tetrarca, Anna tutti lo chiamavano eccellenza. Non eran più uomini ma etichette ambulanti. Ci avevano pensato così tanto a governare – come evitare una coda, non pagar le imposte, guadagnare senza lavorare – che erano giunti ad una confusione invece che ad una conclusione.

In città, comunque, la vita scivolava lenta, abitudinaria: caffè e cornetto. Nessuno, tra quelle mosche cocchiere, s’accorse che fuori-città, pieno deserto, zona banlieu, Dio aveva cominciato a mettere su casa nelle fucilate di quel lupo di mare ch’era il Battista: «Raddrizzate i suoi sentieri! – gridava! – Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno dritte e quelle impervie, spianate». Nel traffico, s’iniziava a mettere la segnaletica stradale d’inizio lavori: deviazioni, sensi di marcia alternati, traffico. Nessuno ci fece più di tanto caso. Si continuava a confondere l’infatuazione con l’amore, confidenza con amicizia, il deodorante con la doccia. E il buono doveva andare dallo psicologo per sopportare ciò che gli faceva il cattivo. Come oggi.

Da parte di Dio, d’altronde, nessun eccesso. Dio non fa le cose, fa molto di più: Lui fa in modo che le cose accadano. S’infilò nella storia dal garage, piano-piano accese le luci soffuse, salì le scale, prese le misure. Senza fretta, perchè le cose belle hanno il passo lento. Tutti, in città, continuavano a trafficare nel traffico. Tempo qualche giorno e inizierà la I^ Guerra Santa: da dentro, stesse armi d’uomo. Nessuno immagina che vincerà chi perderà. Giovanni, però, fiuta già qualcosa: «Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio». Poi deciderà che farsene. Se accettarla oppure meno.

Commento a cura di don Marco Pozza
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