don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 16 Febbraio 2020

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La differenza tra avere carattere ed essere arrogante

Più uno stato è corrotto, più ama emanare delle leggi: per questo «non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia» scriveva Montesquieu. Le leggi, anche le migliori, si potranno dunque solo rispettare o temere, ma non amare: anche perchè – è sotto gli occhi di tutti – ci sono situazioni nelle quali la giustizia e la legge sono dei cugini così lontani che nemmeno si parlano. A questo, poi, aggiungiamo il fatto che «la legge degli uomini – scrive il romanziere russo Tolstoj – è come la banderuola di un vecchio campanile che varia e si muove a seconda di come spirano i venti». Perchè una legge sia buona, insomma, dovrebbe facilitare il compiere la cosa giusta e fare in modo che diventi più difficile fare la cosa sbagliata. Basterà la Legge?

Quella che Cristo conosceva così bene d’azzardarsi nel dire d’esserle superiore in tutto, per tutto. Non le manca di rispetto, semplicemente dice che Lui vale molto di più della Legge. Vale così tanto che, senza di Lui, la legge non vale un fico-secco: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti – si affretta a dire prima di affondare il colpo – ; non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento (alla legge)». Dare-compimento è verbo partoriente, materiale esplosivo: per chi vorrà diventare grande agli occhi di Dio, dunque, la Legge non basterà più. Chi si arresterà alla Legge sarà come quel bambino che, innamorato delle istruzioni d’uso di montaggio di un giocattolo, si scorderà di prendere in mano il giocattolo e continuerà a contemplare le istruzioni. “Grazie per il servizio che mi hai reso!” dice, invece, Cristo alla Legge: “Adesso, però, spostati: tocca a me entrare in scena”. E’ l’esame di maturità del Cristo-bambino: la vera maturità inizia quando ti basterà sapere di avere ragione, senza sentire il bisogno di mostrare che l’altro ha torto. Cristo non dice che la Legge ha torto, semplicemente dichiara che Lui è venuto perchè tutto quello che si è osservato sinora possa maturare appieno. E’ l’ammissione di umiltà più nobile che si possa formulare. L’arrogante dice “faccio tutto io, chi è venuto prima di me non conta nulla”; l’umile dice: “Semplicemente prendo tutto quello che gli altri hanno fatto e porto a compimento l’opera”. Che è come dire che senza di Lui la legge resta carta straccia. Il minimo sindacale della storia.

Arroganza? Assolutamente: c’è un’enorme differenza tra avere carattere e essere arrogante. E’ la buona educazione, quella che Cristo dimostra d’avere in abbondanza. L’argomentare di Cristo è liscio: “Se vi comporterete come vi siete comportati finora, rimarrete sulla cresta dell’onda. Io sono venuto per allenarvi a diventare fuoriclasse”. Diventare adulti, con Cristo, è terribile a farsi. E’ molto più facile evitare e passare da un’infanzia all’altra, da una regola all’altra, da una schiavitù all’altra. Non l’accettate? Amen, rimarrete come gli altri e nessuno si accorgerà di voi. Nel mondo non farete la differenza: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Ma a cosa serve, dunque, seguire Cristo se poi non si accetta d’andare verso il regno dei cieli? Sarà tutto tempo perso: a leggere le istruzioni quando c’è la possibilità di mettersi a costruire l’oggetto a lungo desiderato. Fatica, Cristo, a fare mettere radici al suo sogno di quaggiù: «Non ci vogliono nove mesi ma sessant’anni per formare un uomo» scriveva Andrè Malraux, l’ateo naturalmente cristiano.

“Ha stravolto la tradizione, non si capisce più cosa fare” dicono di Cristo, lo dicono del Papa. Nessuno dei due, però, ha mai rinnegato il passato: molto più semplicemente l’hanno ricondotto alla sua bellezza primigenia, rinfrescando sul volto le sembianze originali che il tempo (s)travolge. Il fatto buffo è che proprio quando sembra di perdere la fede è quello il momento in cui si sta affinando: il meglio è sempre la cosa più difficile. Nessun tradimento in atto, dunque: semplicemente l’occasione per fare il salto di qualità, per mostrare al mondo la differenza cristiana, quella ch’è nata apposta per fare la differenza nel mondo. Ci sta anche che a qualcuno, del gioco, gli piaccia fermarsi alle istruzioni d’uso, senza raccogliere la pienezza del gioco stesso. Ci sta. Quanto a quelli che hanno tirato il bidone, però, stanno freschi se credono di essere invitati un’altra volta. Cristo, bastian-contrario, ora pro nobis.

Commento a cura di don Marco Pozza

(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)

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Letture della Domenica
VI Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

A nessuno ha comandato di essere empio.Dal libro del Siracide

Sir 15, 15-20, NV 15, 16-21

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Beato chi cammina nella legge del Signore

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. R.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti. R.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge. R.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. R.

Seconda Lettura

Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria

Dalla Prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 2,6-10

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.

Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Ma, come sta scritto:

«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito;  lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

Dal Vangelo secondo Matteo 
Mt 5, 17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 20-22a.27-28.33-34a.37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

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