don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 12 Luglio 2020

452

Lo spreco (apparente) di Dio

Perchè nessuno possa dire: “Io, invece, sono nato sotto una cattiva stella”. Oppure: “A me mai nessuno ha dato un pizzico di fiducia”. Cristo non è di quelli che non seminano e vorrebbero raccogliere: è uno di quei seminatori che, non fosse per l’evidenza, verrebbe da tirare loro le orecchie: “Hai visto quanto seme hai gettato alle ortiche, contadino?” Lo spreco è evidente: c’è della semente che è stata gettata nella strada, sul terreno sassoso, sui rovi. Sulla terra buona.

Due sono le cose: Cristo ha sementi in più da permettersi di sprecarle, oppure è uno di quei contadini che se ne infischia del buon senso dell’agricoltura e getta semi dappertutto. «Ho grande fiducia in un seme – scrisse H. Thoreau – Convincimi che hai un seme e sono pronto ad aspettarmi meraviglie». Sementi da sprecare Dio non ne possiede affatto: tutto è numerato, fatto su-misura, cucito a mano. Il fatto che getti sementi dappertutto non è affatto un complemento di ignoranza in materia agricola ma è un complemento di fiducia in materia di cuore e affini. Un giorno il sasso potrebbe dire: “Nessuno ha investito su di me soltanto per il fatto che sono un sasso”. Oppure il rovo potrebbe avere da ridire: “Solo perchè ho un carattere spinoso la gente mi scansa”. Anche la strada avrebbe lamentele già in rampa di lancio: “E chi può giurare che nella crepa del mio asfalto non nasca un fiore di papavero?” Tutte scuse, dirà qualcuno: il fatto è che a fidarsi troppo ci si può ingannare, a non fidarsi si vivrà sempre nel tormento di non essersi fidati.

Cristo, da sé, rilancia la sfida: a tutti sia data un’occasione. Per tutti c’è una manciata di semi a disposizione, nascere strada non deve essere discriminante in materia di fiducia: il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è dargli fiducia. E’ la regola agricola di Cristo: non è necessario conoscere tutti i dettagli prima di aprire il cuore. Poi, nella stagione della raccolta, ognuno sarà responsabile dei semi ricevuti, ma senza la speranza che anche la strada possa far fiorire i semi – «Ha fatto germogliare fiori tra le rocce» bisbiglia, da decenni, il popolo in chiesa – è impossibile trovare l’insperato. “E’ lei – è la difesa di Cristo-agricoltore – a vedere l’invisibile, toccare l’intangibile, raggiungere l’impossibile. Non semina a caso, come non parla mai a vanvera Cristo. Semina armato della speranza: che anche la strada possa fiorire, i rovi ingiallirsi di grano, i sassi farsi granai di spighe. Quando non accade, perchè sovente non accade, è perchè la strada, i sassi, i rovi non l’han fatto accadere: perchè le cose accadano è legge di natura che qualcuno debba farle accadere. Il contadino ha fatto la sua parte, la terra deve metterci del suo perchè c’è una percezione più triste di non avere mai avuto un’occasione nella vita: averne avute e non averle sapute cogliere. Il pescatore sa che gettare è affare suo, riempirla è affare della corrente. Gettare il seme è affare di Cristo, renderlo frutto è affare dell’uomo. Quando non riesce, non è per la semenza guasta: è che«viene il Maligno, è incostante la seduzione della ricchezza soffoca la Parola». La risposta dell’uomo è condizione di riuscita ai desideri di Dio: pare cosa strana, ma dopo aver seminato anche Dio attende.

Ci vorrebbero delle comunità di recupero della fiducia persa più che della mal riposta: dobbiamo tutto a chi ci ha dato fiducia. Comunque non finisce mai male la semina di Dio, neanche quando tutto sembra un disastro: «Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno». Capita sempre che quando tutto il mondo ti dice “Rinuncia”, Lui sussurri di provarci ancora una volta: «I semi sono invisibili – scrive Antoine de Saint-Exupéry -. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido germoglio». Nessuna scusa per dove si è nati, per chi si è: a Dio piace apparire incapace pur di non fare sentire escluso nessuno. Poi è vero anche che c’è gente che aspetta per tutta la vita un’occasione da sprecare.

Commento a cura di don Marco Pozza

(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)

Licenza: Creative Commons