don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 23 Dicembre 2018

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Mancano poche ore al Natale, sarà questo il motivo per cui il vangelo di questa domenica è un Vangelo di fretta, un Vangelo di corsa che racconta esattamente del tragitto che la vergine Maria fa per andare a casa della cugina Elisabetta.

E forse questo vangelo di movimento, questo Vangelo di corsa ci viene raccontato pochi giorni prima del Natale per ricordare a ciascuno di noi che la prova del nove della nostra fede non è quello che capiamo o quello che proviamo dentro il nostro stomaco.

La prova della fede è quando quello che crediamo cambia i nostri rapporti, cambia la nostra capacità di relazionarsi con gli altri, con il mondo intorno a noi, se la nostra fede non aumenta la qualità delle nostre relazioni non ci fa diventare capaci di portare gioia nella vita degli altri.

Il Vangelo sottolinea che elisabetta sussulta di gioia quando vede maria allora forse la nostra fede non sta funzionando forte la nostra fede è ideologia, quello che crediamo se non diventa una vita diversa, se non diventa qualcosa di concreto che rimane semplicemente qualcosa di intimistico qualcosa rinchiuso dentro la nostra testa e dentro i nostri sentimenti allora non soltanto non è cristiano ma e anticristiano perché per il cristiano non basta il pensiero bisogna diventare fatto.

Gesù stesso ha fatto così non si è semplicemente preoccupato per ciascuno di noi ma si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi

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