don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo di domenica 23 Febbraio 2020

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Amate i vostri nemici!

Amare è difficile! Noi contraccambiamo, spesso, non l’amore, ma l’amicizia, con chi ci accetta, con chi la pensa come noi e con chi non ci dà troppo fastidio. Però, nel brano evangelico proposto oggi dalla liturgia, abbiamo ascoltato che Gesù chiede ai suoi discepoli qualcosa di decisamente scomodo, difficile da comprendere e accettare: «Amare i nemici». Come è possibile amare chi ci odia, chi è cattivo verso di noi, chi ci ha fatto un torto?

Tra i passi del discorso della montagna, questo è senza dubbio il più arduo da accettare, però è anche quello che qualifica più chiaramente il discepolo che decide di seguire la nuova legge. Ciò che dice Gesù fa parte di una logica assolutamente nuova, sconosciuta sia nel mondo antico che in quello ebraico. Gesù, infatti, cita la cosiddetta «legge del taglione»: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”». Questa norma, che era sorta allo scopo di limitare la vendetta per un torto subìto, viene da Gesù ampiamente superata, anzi capovolta: egli annuncia un amore sovrabbondante nei confronti di chi commette un sopruso contro di noi. Gesù chiede dunque a quanti aderiscono a lui di mettere in pratica la paradossale legge della non-violenza, che consiste nel non opporsi al malvagio, e lo fa con tre esempi estremamente chiari nella loro paradossalità: porgere l’altra guancia a chi ci schiaffeggia, dare anche il mantello a chi esige da noi la tunica, fare due miglia con chi ci vuole costringere a farne con lui uno. E aggiunge: «Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Già in queste parole è insita la richiesta di un amore gratuito e unilaterale, che si traduce nel saper rispondere al male con il bene (cf Rm 12, 21). Ma ciò si fa esplicito e viene espresso in positivo nelle successive affermazioni di Gesù: «Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano».

Al termine della sua vita, nei discorsi di commiato, Gesù propone il suo amore come esempio, come modello, come punto di riferimento: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (cf Gv 15, 12-13). Gesù è stato percosso, è stato spogliato dalle sue vesti, ha compiuto il cammino verso il Calvario con la croce, costretto dalla forza, senza opporsi al malvagio, ma pregando per i suoi crocifissori: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (cf Lc 23, 24).

Nell’amore verso tutti, senza esclusione alcuna, sta il superamento e il compimento della legge antica. Ebbene, nell’esclamazione: «ma io vi dico», Gesù non ci dona una legge esteriore, ma scrive la legge dell’amore nei nostri cuori dove risiede lo Spirito dell’amore, riversato in noi dal Padre e dal Signore risorto. Senza questa legge suprema dell’amore non sarà mai possibile alcuna riconciliazione. Dio si riconcilia con noi perché, come scrive san Paolo: «non ha imputato agli uomini le loro colpe» (cf 2Cor 5, 19), perché «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo» (cf Ef 2, 4-5).

La riconciliazione di Dio, «ricco di misericordia», è stata affidata a noi perché ne siamo gli annunciatori e i testimoni. Ma non si può annunziare agli altri la riconciliazione, se noi non siamo pronti al perdono, alla misericordia, all’amore anche verso coloro che ci hanno fatto del male. Perdonare i nemici non vuol dire accettare il peccato, l’ingiustizia, il sopruso verso i poveri e gli umili. Chi è capace di perdono e di amore è anche forte nel suo impegno contro ogni forma di sopraffazione.

Gesù, inoltre, annota l’evangelista, dice: «affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». Sì, noi diventiamo figli di Dio, «partecipi della natura divina» (cf 2Pt 1, 4), solo nella misura in cui ci comportiamo come lui, che nel suo amore incondizionato non fa distinzione di persone. E perché questa esigenza sia chiara, Gesù insiste sulla necessità di uscire dalla chiusura della reciprocità (amare chi già ci ama, salutare i propri fratelli…), un vero e proprio «virus» che deve essere estraneo al comportamento dei suoi discepoli.

Infine, Gesù conclude questa parte del suo discorso con una parola che non deve spaventarci: «Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Questa affermazione di Gesù non è un’esortazione a un ideale astratto di perfezione morale, ma al pieno compimento della Legge di Dio secondo l’interpretazione che egli stesso ha appena dato, la quale si traduce concretamente in un amore «completo», senza limiti né distinzioni, a imitazione di quello di Dio.

Sia Mosè (I lettura) che Paolo (II lettura) esortano a una nuova sapienza, a una vita speciale, a essere santi. E Gesù non chiede qualcosa di diverso. L’amore per il nemico, quindi, impossibile alle sole forze umane, diventa possibile solo se noi ci affidiamo a Dio e mettiamo in pratica le beatitudini. È solo così che l’amore verso i nemici, o meglio ancora il «non considerare nessuno come nemico», può diventare possibile.

don lucio d'abbraccioDon Lucio D’Abbraccio

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Letture della Domenica
VII Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Ama il tuo prossimo come te stesso.Dal libro del Levìtico

Lv 19,1-2.17-18

Il Signore parlò a Mosè e disse:

«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.

Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Parola di Dio 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 102 (103)

R. Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

Quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R.

Seconda Lettura

Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 3,16-23

Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».

Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. 

Parola di Dio 

Vangelo

Amate i vostri nemici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 38-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore