Don Luciano Condina – Commento al Vangelo del 19 Gennaio 2020

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Lo Spirito Santo viene a rinnovarci

Concluso il tempo di Natale, rientriamo nell’ordinario con la seconda domenica. Questo tempo liturgico comincia con l’assegnazione a Gesù, da parte del Battista, del titolo di «agnello di Dio». L’agnello era la vittima immolata il giorno precedente la Pasqua ebraica – e Gesù morirà proprio in quella ricorrenza – Inoltre Isaia, sette secoli avanti, aveva profetizzato che il servo «maltrattato, era come agnello condotto al macello» (Is 53,7). Dobbiamo specificare che il significato di «toglie i peccati del mondo» è da tradurre con “che prende su sé, si carica sulle spalle il peccato del mondo”. Il peccato, quindi, non svanisce nel nulla, ma è assunto da Colui che Dio ama con tutto se stesso, il suo figliolo nel quale si è compiaciuto, «perché sia adempiuta ogni giustizia» (Mt 3,15), come abbiamo letto domenica scorsa.

Su Gesù è sceso lo Spirito Santo in forma di colomba – Giovanni Battista ne è stato testimone oculare – e Cristo battezzerà nello Spirito Santo: baptizomai, in greco, significa “immergere”; dunque Gesù sarà colui che permetterà “l’immersione nello Spirito Santo” della vita di chi vorrà accoglierlo. La porta per essere inondati da quello Spirito – ossia dall’amore di Dio fatto persona – è il Signore Gesù Cristo; e l’uomo non può neanche osare di sperare quanto grande possa essere questo amore, che supera infinitamente il povero concetto di giustizia umana.

È interessante notare che Giovanni Battista afferma di aver ricevuto l’informazione sul Messia da qualcuno che non specifica e che indica semplicemente come «colui che mi ha inviato a battezzare» (Gv 1,22): per arrivare al Dio vero c’è sempre bisogno di un mezzo, di qualcuno che faccia da tramite; così è stato per Samuele attraverso Eli, il sacerdote; lo stesso dicasi per Pietro, che si è avvicinato a Gesù grazie a suo fratello Andrea; e ancora per l’apostolo Giovanni, il cui tramite è stato il Battista. A Cristo si arriva attraverso chi l’ha incontrato prima di noi e lo fa vivere in sé. Allora chi incontra un cristiano dovrebbe percepire il profumo che Gesù lascia in chi lo custodisce e vive di questa immersione nello Spirito Santo. Con la discesa dello Spirito sotto forma di colomba alla natura umana è donata la possibilità di essere luogo di accoglienza per questo “elemento estraneo”, così diverso da essa. Lo Spirito Santo in forma di colomba, infatti, scende e rimane.

«Rimanere» è un verbo tipico del vangelo di Giovanni e indica una stabilità di rapporto: «Rimanete in me e io rimango in voi, se le mie parole rimangono in voi», si legge in Giovanni 15; è un linguaggio tipico del suo vangelo che indica un rapporto stabile, autentico, duraturo.

In Gesù troviamo una tenerezza, una dolcezza, una mitezza tali da non far paura a un animale gentile come la colomba: esiste quindi la possibilità che noi apriamo il cuore al Signore Gesù il quale inaugura una nuova forma di vita, la vita da figli di Dio; così possiamo essere docili allo Spirito Santo, non contristandolo ma accogliendolo e facendolo rimanere in noi, secondo la grazia di Dio.

Quello che celebriamo nella liturgia di questa domenica è la possibilità che lo Spirito Santo scenda su di noi e aleggi sopra di noi di nuovo – come lo Spirito di Dio «aleggiava sulle acque» (Gen 1,2) all’ inizio della creazione – e come nuova creazione ci consenta di cambiare pagina, di compiere un salto di qualità, di avere una nuova intimità con lui, per far sì che le cose vecchie siano passate.

Fonte


Letture della Domenica
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 49,3.5-6

Il Signore mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 39 (40)

R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. R.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.

Seconda Lettura

Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 1,1-3

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Vangelo

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1, 29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

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