Don Luciano Condina – Commento al Vangelo del 15 Dicembre 2019

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Spalanchiamo le porte a Cristo!

«Si rallegrino il deserto e la terra arida» (Is 35,1). Così inizia la prima lettura di questa terza domenica di Avvento, detta Gaudete, per la gioia che vuole esprimere al centro del cammino di digiuno e deserto che ci prepara ad accogliere la vita vera nel mondo.

Il deserto è categoria biblica importantissima, perché luogo per eccellenza della precarietà, dell’insicurezza del domani in cui niente è garantito, del vuoto esistenziale che ogni uomo sperimenta nel profondo di se stesso. E proprio dal deserto giunge la voce dei profeti, che annunciano ciò che Dio ha da dire agli uomini; è nel deserto, nelle prove della vita, che spesso comprendiamo le grandi verità e riceviamo i grandi insegnamenti. Nell’intontimento del benessere e dello svago è quasi impossibile cogliere il senso del nostro peregrinare verso la meta, perché la sazietà ci fa dimenticare di essere pellegrini, in cammino verso la terra promessa, e ci spinge invece a piantare le tende in oasi di passaggio che riteniamo dimore definitive.

Nel vangelo incontriamo un Giovanni Battista che appare dubbioso e bisognoso di conferme sull’autenticità di Gesù come Messia, al punto da far chiedere ai suoi discepoli se sia lui quello vero (Mt 11,3). Giovanni, profeta del deserto, si trova a vivere “il proprio” deserto in prigione: il buio del carcere è luogo in cui, anche per lui, la certezza di aver indicato in Gesù il Messia non è più così solida. Inoltre, attendeva un Messia-giudice, che avrebbe messo ordine e punito i colpevoli, in linea con la tradizione profetica e l’aspettativa comune della realtà storica del tempo. Il Battista invia i suoi discepoli da Cristo perché possano anche ricevere il conforto e il sostegno che egli non può più garantire.
L’immagine severa che Giovanni ha del Messia si scontra con Gesù che parla di misericordia, guarisce i malati, frequenta i peccatori e non mostra il volto minaccioso del Dio-giudice. Anche per Giovanni ha un volto diverso da come se lo aspettava. Così noi, vogliamo che Dio sia in qualche modo inquadrato nei nostri schemi, piegato alle nostre aspettative e – di conseguenza – lo riteniamo inutile, perché le sue vie non sono le nostre (cfr. Is 55,8); quindi non sappiamo che farcene.

Dio sconvolge, disarma, è sempre imprevedibile, non può seguire alcuno schema umano per esprimere chi Egli è. Non a caso, tutta la storia di Gesù è un continuo capovolgimento di ogni aspettativa di buon senso, tanto caro ai maestri di coerenza e di moralismo.

L’Avvento è il tempo in cui siamo chiamati a cogliere la presenza di Dio in ogni evento della nostra vita, anche il più difficile, fin nel posto più buio, poiché – non a caso – Gesù nasce proprio in un luogo scuro e maleodorante. Ogni uomo può trovare quel luogo nel profondo di se stesso e ammirare come Dio possa nascere proprio lì, per portare la luce di cui è bene gioire questa domenica: per questo motivo il colore liturgico può essere il rosa.

I ciechi che vedono sono i nostri occhi che smettono di osservare con sguardo idolatra le povere cose del mondo; gli zoppi che camminano sono le nostre gambe che, finalmente, possono camminare verso la luce; i lebbrosi purificati sono i nostri cuori sanati dai vizi che appesantiscono indegnamente le nostre esistenze; i sordi che odono sono le nostre orecchie che finalmente cominciano ad ascoltare la Parola, il Verbo, pronto a fecondare di vita nuova la nostra anima; i morti che risuscitano siamo noi, chiamati da Dio alla vita vera, eterna, la vita dell’anima.

Spalanchiamo le porte a Cristo!

Fonte


Letture della
III DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA o ROSACEO

Prima Lettura

Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.Dal libro del profeta Isaìa

Is 35,1-6a. 8a. 10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Vieni, Signore, a salvarci.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R. 

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Gc 5,7-10

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio

Vangelo

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,2-11 

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore

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