don Guido Santagata – Commento al Vangelo di domenica 2 Agosto 2020

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Oggi il Vangelo ci mostra una grande folla che lascia ogni cosa per andare alla ricerca di Gesù, si nota in queste parole il grande bisogno di Cristo che gli uomini hanno, la sete di Dio che è in ciascuno di noi. Gesù ha compassione della folla, sente dentro di se la sofferenza del suo popolo e cerca in tutti i modi di stare accanto, aiuta a portare il peso delle tante croci che continuano ancora oggi a schiacciare e far cadere, sta accanto, sorregge, incoraggia, ama! Una tentazione emerge nella vita e nell’atteggiamento del discepolo, quello di dire noi a Gesù cosa fare, pensando ai nostri interessi: «Congeda la folla perché vadano a comprarsi da mangiare».

Gesù non ha mai mandato nessuno via, risponde a quella nostra tentazione egoistica: «Voi stessi date loro da mangiare». È questo ciò che siamo chiamati ad essere noi, come Cristo, cibo e bevanda per i nostri fratelli bisognosi. Sono pochi i due pani e due pesci, è un dato di fatto, una realtà, poco ma necessario perché tutti si sazino, e ne avanzi, è l’immagine della goccia nell’oceano, quella goccia sembra essere insignificante eppure nella sua piccolezza è necessaria per formare una straordinaria grandezza, ognuno di noi è chiamato ad essere quella goccia, piccola, insignificante, che serve a Dio per inondare di amore il cuore degli uomini.

È il miracolo della condivisione ciò che ognuno di noi oggi è chiamato ad operare, è così che riusciremo a fare “cose più grandi di Lui”, riusciremo a sfamare il mondo se impariamo a condividere ciò che abbiamo, tutti siamo capaci di miracoli, perché tutti possiamo condividere, tempo, amore, amicizia, cibo, beni, tutto, per fare ciò siamo chiamati alla conversione, a lasciarci liberare il cuore da tutto ciò che ci tiene legati, schiavi, dipendenti, solo se saremo liberi saremo capaci di condividere. È solo così che si potranno raccogliere le dodici ceste piene di avanzi, una per ogni tribù, una per ogni mese dell’anno, perché non manchi mai a nessuno!


Commento a cura di don Guido Santagata della Parrocchia Santa Maria Assunta-Duomo di Sant’Agata de’Goti (BN)

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