don Gianvito Sanfilippo – Commento al Vangelo del 19 novembre 2017

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Nella XXXIII Domenica del Tempo ordinario la liturgia ci presenta il Vangelo (Mt 25,14-30) della parabola dei talenti:

https://youtu.be/3RZDOEc1Nq0

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La più grande ricchezza che abbiamo ricevuto da Dio e per la quale è giusto essergli grati è il dono della vita, cioè, la possibilità di conoscere il Suo Amore e di giungere all’eterna comunione con Lui.

Questo è il vero talento che va fatto fruttificare: la conoscenza di Cristo, ereditare la sua natura divina. Tuttavia c’è il rischio di trattenere questo tesoro utilizzandolo solo per se stessi senza annunciarlo e parteciparlo ad altri, in definitiva, senza evangelizzare.

È la conseguenza di un rapporto con Dio impostato male: lo si considera un Dio “duro che miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso”, un Dio di cui “aver paura”, un Dio senza amore. Tale visione produce nell’anima un terribile stato di solitudine che sfocia in un ”vivere per se stessi”, di fatto senza Dio, pieni d’insoddisfazione, inevitabilmente dominati da passioni e concupiscenze.

È necessario in tal caso rivolgersi, secondo l’indicazione del Vangelo, a chi sa “far fruttare il talento”, ricercando le realtà ecclesiali suscitate dallo Spirito proprio per farlo fruttare, quelle che hanno a cuore “l’interesse” che il Signore attende al suo ritorno: la salvezza dell’uomo, l’annuncio del Vangelo, l’attenzione al prossimo, l’amore al nemico.

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XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 25, 14-30
Dal Vangelo secondo  Matteo

14Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. 15Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». 17Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». 18Ed egli disse: «Portatemeli qui». 19E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. 20Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. 21Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. 22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 19 – 25 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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