don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 9 Agosto 2020

164

1° Lettura

– Siamo 850 anni prima di Gesù

e i protagonisti del tempo sono:

il re Acaz, la regina Gezabele

e il profeta Elia.

 

La regina aveva portato a corte sacerdoti pagani

e aveva favorito il culto a false divinità;

mentre Elia continuava a denunciare

la corruzione morale e religiosa

che stava diffondendosi per colpa in particolare

del re e della regina.

Il Profeta Elia arriva al punto di sfidare

i falsi sacerdoti di corte

a un singolare duello:

il vero Dio o Baal manderà un fuoco

a bruciare la legna sull’altare del sacrificio,

dove è stato posto e immolato un animale.

 

Elia con l’intervento di Dio (?)

vince la sfida

e fa uccidere tutti i sacerdoti pagani.

 

Naturalmente la regina Gezabele

medita vendetta;

vuole far pagare questo affronto al profeta

e lo cerca,

per ucciderlo.

Elia è costretto a scappare

e tenersi nascosto per mesi.

In questa sua fuga

arriva al monte Oreb

dove cerca rifugio in una grotta.

 

La pagina che abbiamo letto

inizia a questo punto.

 

Elia attende sul monte

(simbolo dell’incontro con Dio

e di preghiera)

che Dio si faccia vivo

e gli suggerisca che cosa deve fare.

 

La pagina di oggi riferisce

la maniera semplice e pacifica

in cui Dio si presenta ad Elia:

non sono il vento impetuoso,

o il terremoto che spacca le pietre

e neppure il fuoco distruttore…

i segni della presenza di Dio:

ma il silenzio, lo spirito (vento leggero)

il sussurro impercettibile… la pace…

Il vero Dio

non è un Dio che spaventa,

né vuole incutere timore;

il vero Dio si presenta nel silenzio

e con i segni del dialogo e della pace.

 

Quando Elia sente la brezza leggera

capisce che Dio gli vuole parlare

e allora si prostra davanti alla grotta

in ascolto di Dio.

 

E Dio gli parlerà:

Elia deve avere forza e fede,

alla fine i due malvagi a corte periranno

e allora il vero culto potrà essere ripreso

e il Tempio tornerà ad essere luogo

di preghiera.

 

 

       VANGELO

 

La pagina del Vangelo

presenta delle contraddizioni

e delle stranezze:

– perché Gesù non parte insieme con i discepoli?

       – perchè Gesù li fa partire alla sera?

       – perché così tante ore per attraversare il lago?

       – perché Pietro pretende di camminare sull’acqua? Non poteva aspettare sulla barca?

 

– E’ una pagina vera, storica,

il fatto è realmente avvenuto,

ma viene raccontato con risvolti simbolici:

       – il mare e le acque agitate

sono immagini del male, della forza del male

che ci circonda;

       – il vento contrario… niente ti favorisce

per andare avanti nel bene;

       – “venuta la sera… e poi “la notte”:

sono immagini della vita e del cammino della vita;

       – la barca agitata è immagine

della chiesa-comunità, sempre in balia del dubbio

e di quanti la vorrebbero annientare;

       – come mai gli stessi discepoli

non riconoscono Gesù,

pur conoscendolo bene…

perché non è facile riconoscere

e sentire la sua presenza… quando le cose si mettono male

e sembra che Dio sia assente…

 

– “Perché dubiti, Pietro,

uomo di poca fede?”

Perché noi dubitiamo,

gente di poca fede!”

 

E’ una parola dire: “Non dubitate!”

Sta tutta qui la nostra essenza

e realtà cristiana:

o crediamo che Gesù sia in mezzo a noi (Pasqua)

o continuiamo a vivere male,

sempre incerti e sospesi…

con il rischio di affogare.

 

Ci sta anche il dubbio…

ma ci devono essere alcune certezze,

qualche aspetto più luminoso

che siano in grado di illuminare

e farci superare i dubbi e i lati oscuri.

 

– Questa è una pagina di teologia;

e significa:

       – che è stata scritta perché abbiamo da capire

Gesù,

il nostro rapporto con Lui,

il suo comportamento anche oggi:

       – è sempre presente

anche e specialmente quando tutto sembra dire

che è assente

       – la comunità dei credenti

deve avere fiducia in questa presenza;

       – Lui è il Figlio di Dio

e ci salva sempre…

anzi siamo già salvati.

 

Conclusione:

       1° Gesù-Dio è sempre presente

              anche quando sembra assente

 

       2° tu cristiano sta in barca (dentro la    comunità-Chiesa).. è più sicuro

       e non fare il bravo (come Pietro)

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova