don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 6 Dicembre 2020

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Premessa: Il Cammino dell’Avvento.

1° Avvento

  • Coscienza del nostro peccato
  • Vegliare in maniera attiva

2° Avvento

  • Grido di speranza: Dio viene
  • Il Battista prepara la strada al Messia

3° Avvento

  • Il Messia che viene è il Consacrato da Dio
  • ma non è il Battista: lo dice lui stesso…

4°     Avvento

  • Il Messia atteso è Re e Signore-Dio
  • il Messia è già presente: l’Annunciazione:

1° Lettura

– Il Profeta Isaia è uno dei personaggi

che ci stanno accompagnando

in questo Avvento,

insieme con il Battista e la Vergine Maria.

 

– In questa pagina Isaia si rivolge

a nome di Dio

al suo popolo in esilio a Babilonia

per una parola di conforto:

“Consolate il mio popolo…”

prospettando il ritorno in patria.

L’esilio dura poco più di 60 anni.

Di tanto in tanto durante l’esilio

Dio manda qualche profeta

a dire una parola:

il popolo ebreo deve prendere coscienza

dei  propri errori e scelte sbagliate,

di aver abbandonato Dio e l’Alleanza;

devono ricuperare la speranza del ritorno in patria,

sentire il bisogno di Dio,

di un Redentore (goèl) che li riscatti;

l’unico che possa salvare tutti è solo Dio.

 

Oggi il profeta rassicura tutti:

il loro peccato è stato perdonato,

hanno sofferto fin troppo;

hanno capito il male commesso.

 

Ora è necessario che “nel deserto”

venga preparata una strada, un sentiero

per questo popolo che sta per ritornare

in Patria… migliaia di chilometri lontana;

è necessario che le valli siano colmate

e i mondi abbassati

per facilitare il cammino.

 

Tutti vedranno la “gloria” del Signore:

cioè la potenza dell’Amore di Dio,

in grado ancora di fare quei miracoli

compiuti quella volta che uscirono dall’Egitto:

lungo il deserto Dio ha dato loro cibo e acqua.

 

Dalle alture e nei punti più alti delle mura cittadine

gli araldi annuncino a tutti che gli esuli

stanno ritornando.

Tutti devono prepararsi a questo evento:

“Ecco il vostro Dio”

Il ritorno in Patria degli esuli ebrei

è come la venuta di Dio stesso;

anzi è Lui, Dio, a marciare davanti al suo popolo

portando in braccio i più deboli,

come un pastore cammina davanti al suo gregge

portando in spalla gli agnellini.

 

La parola forte e di speranza è data dall’annuncio:

“Ecco il nostro Dio”

L’Avvento è un annunciare al mondo

la venuta di un Dio che viene per salvare.

In realtà Dio è sempre in mezzo a noi;

abbiamo bisogno di rendercene conto

e agire di conseguenza.

VANGELO

Osservazioni sul testo di Marco

Inizio del Vangelo

(buona notizia)

partenza rapida,

scarna,

essenziale;

senza giri di parole

 

 

N.B.

S.Marco

non accenna neppure alla nascita di Gesù

e a nessun fatto della sua infanzia.

 

Vangelo di Gesù Cristo

Figlio di Dio

Qual è questa “buona notizia” ?

E’ Gesù stesso:

il Figlio di Dio,

segno e immagine

dell’Amore concreto del Padre

è venuto in mezzo a noi,

a condividere la nostra esistenza.

Gesù è il segno concreto che Dio ci ama.

 

Gesù:

quello che è,

quello che dice,

quanto fa,

è “buona notizia”:

Dio cioè viene di persona a salvarci,

a darci una mano…

Non manda altri (profeti)… viene Lui stesso.

 

N.B.

Che cosa significa:

“salvezza”

Che cosa significa che Gesù

viene a salvarci ?

 

 

Marco riallaccia il suo Vangelo

al Profeta Isaia

molto noto e stimato presso il popolo ebreo

e presso le prime comunità cristiane.

Isaia (vissuto 650 prima di Gesù)

aveva già parlato del Messia

e del Precursore del Messia;

aveva detto che prima del Messia

sarebbe venuto un Precursore,

un Profeta a preparare la venuta del Messia.

 

Giovanni il Battezzatore è solo il precursore,

non è il Messia (Cristo).

Il Messia è Gesù.

 

N.B.

Da non confondere:

il Battista non è il Messia,

lui è solo il messaggero

uno che prepara la strada;

il Messia  è Gesù.

Questo anche Marco

(come Giovanni Evangelista)

lo ribadisce fin da subito

a scanso di tanti equivoci

che già giravano per le comunità,

che il Messia cioè fosse il Battista,

grande Profeta e morto martire

per il suo coraggio.

 

Il Battista Giovanni

per quanto santo e grande personaggio

non è il Messia. 

(Vedi “Antichità giudaiche” di Giuseppe Flavio)

 

Chi è questo Precursore:

“Uno che predica nel deserto”:

sia perché viveva in una zona desertica,

sia perché anche se molti

lo andavano ad ascoltare

erano pochi coloro che lo seguivano

e mettevano in pratica la sua parola:

era come se parlasse al deserto

e nel deserto.

    Es.       tutti noi preti predichiamo nel deserto

e al deserto delle nostre chiese…

Marco si sofferma a presentare

il personaggio “Giovanni Battista”:

veste come un primitivo,

mangia cose schifose,

vive da solo, lontano dalla gente,

una vita di stenti e di privazioni

(erano i segni dei profeti…).

 

Giovanni è un testimone credibile;

la vita di sacrificio parla per lui.

Giovanni è un uomo di grande coraggio,

con la spina dorsale ben dritta,

scarno e immediato nella vita

come nella parola…

non fa sconti a nessuno

e non vuole farsi bello davanti ad alcuno.

Giovanni è un personaggio simpatico

accattivante, ammirevole.

 

N.B.

Giuseppe Flavio “Antichità giudaiche”

storico ebreo alla corte di Roma

scrive a lungo di Giovanni il Battista

e delle speranze suscitate presso la povera gente;

molti erano convinti che fosse lui il Messia.

Giuseppe Flavio

per Gesù ha solo un paio di righe.

 

Giovanni dice tre cose:

– ricevete il battesimo

come segno che volete cambiare vita.

Entrare e lavarsi al Giordano

diventa segno di pentimento,

di purificazione,

di cambiamento di vita

in attesa del Messia.

 

Giovanni non sapeva bene chi fosse il Messia

o quando sarebbe venuto.

Giovanni è uno dei profeti;

e come ogni altro Profeta che l’aveva preceduto

aveva annunciato il Messia,

anche se il Messia era ancora lontano secoli,

altrettanto fa Giovanni:

annuncia e prepara la venuta del Messia,

anche se non sa quando sarebbe comparso.

 

– seconda cosa che fa e dice Giovanni:

Io non sono il Messia,

il Messia viene dopo di me,

ed è così grande che io

(di cui tutti avevano una stima immensa)

non posso osare neppure di chinarmi

per toccargli i sandali.

 

– una terza cosa dice Giovanni:

la distanza che c’è tra me e il Messia

è pari alla distanza

che c’è tra l’acqua e lo Spirito Santo…

tra la terra (acqua) e il cielo (fuoco);

praticamente infinita.

 

Il Battista con Isaia è un personaggio

che ci sta preparando ad accogliere Gesù.

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova