don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 5 Luglio 2020

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1° Lettura

– Figlia di Sion

(“Sion”  è il monte

su cui era stato costruito il Tempio)

 

figlia di Gerusalemme

 

sono due immagini

per indicare tutto il popolo di Israele,

simboleggiato nelle sembianze

di una giovane donna.

 

– Il grande annuncio

e la bella notizia è:

– “Esulta”

         perché?

Perché è finita la potenza Assira,

sta crollando l’impero di Alessandro Magno

suddiviso tra i suoi generali;

e sta per venire un altro Re,

ma non a capo di un forte esercito,

non calpestando con il suo cavallo i nemici vinti,

non per instaurare in regime di terrore…

Lui cavalca un asino,

segno di pace…

Sarà un Re di pace.

Tutto quello che ha attinenza con le armi:

le battaglie, feriti, bottino, angherie…

ingiustizie, soprusi e violenza…

farà parte di un’altra era.

 

– Il Salvatore di Israele

sarà Re, un Re diverso,

su un piano totalmente “altro”

rispetto ai re che hanno potere.

Questo nuovo Re

porterà altri valori:

la pace, il perdono, la collaborazione,

affinchè tutti possano vivere

in serenità e sicurezza.

 

– Potremmo chiederci:

quando mai si è realizzata questa profezia

di Zaccaria ?

         Risposta:

rimane sempre valida e realizzabile;

l’umanità non è finita.

 

Se poi la profezia non si è totalmente realizzata,

ciò non significa che in qualche momento

della storia umana,

o in qualche angolo della terra

non stia realizzandosi.

 

Potremmo noi stessi fare una ricerca storica

e vedremo che per certi versi il mondo

oggi

è molto meno guerrafondaio di 200 anni fa,

c’è molto più dialogo e collaborazione tra Nazioni

oggi, che non secoli addietro;

i valori umani (e cristiani)

sono più presenti e siamo più sensibili oggi

rispetto a millenni or sono.

Certamente con le eccezioni che conosciamo

ma che non costituiscono il sistema sociale

di guerre e violenze,

che sappiamo presenti

per es. durante tutto il Medio Evo

 

Il mondo va lentamente mettendo in pratica

una forma di umanità,

di attenzione agli altri,

verso la donna, i bambini, la natura…

che prima non esistevano.

 

– Forse riflettendo potremmo fare alcuni esempi

di questo lento cammino dell’umanità

e della società,

verso la pace e la collaborazione.

 

 

         VAN GELO

 

– Vorrei fermare l’attenzione sulle parole di Gesù:

“Venite a me

voi che siete affaticati e oppressi

e io vi ristorerò”

 

– A chi sta parlando Gesù?

Fondamentalmente alla gente

che lo sta ascoltando

e lo sta seguendo da giorni,

a volte tirando anche la cinghia.

 

– Gesù ha in mente la situazione religiosa

e sociale di oppressione e di miseria

in cui la gente

era tenuta dalla classe dominante,

dal Sinedrio, dalla classe sacerdotale,

dagli scribi.

Stanno vivendo come sotto un giogo.

 

Erano talmente tanti gli obblighi, i divieti,

le prescrizioni, le norme morali e religiose

sulle feste, su come vestirsi,

sulle offerte al Tempio, sulle tasse ai sacerdoti,

sui rituali della Pasqua, ecc…

e tutto obbligatorio

e tutto da osservare…

da non dare alcuna via d’uscita per la salvezza,

o di speranza

nel caso qualcuno le avesse infrante.

 

Es. i pubblicani erano già massa dannata

perché toccavano denaro e monete pagane

che finivano poi in tasca agli aborriti romani;

 

i pastori perché non potevano frequentare

         il tempio e neppure i sabati e le feste;

loro dovevano seguire le bestie

ed erano loro stessi paragonati alle bestie.

 

i ladri  non potevano pregare

né frequentare i luoghi sacri;

 

le donne non era necessario che pregassero

e neppure che frequentassero la sinagoga

o il tempio: era tempo perso…

 

i lebbrosi: erano tali per un castigo di Dio,

quindi finivano certamente all’inferno.

 

i malati psichici e

comunque con qualche handicap

il maligno era già dentro di loro;

 

delle prostitute poi non parliamone…

da evitare come la peste;

 

Nessuno del popolo,

ad ascoltare la classe sacerdotale,

era meritevole della salvezza eterna;

quindi… se la mettessero via….

era tutto inutile quello che di buono facevano.

 

– Gli unici a salvarsi e meritare

la benedizione di Dio erano:

i sacerdoti  (perché trattavano le cose sacre)

gli scribi (perché conoscevano le Scritture)

i farisei (perché erano osservanti fiscali

              della Legge.)

 

-Tutta la povera gente

che si sentiva allontanata dalla religione

e da quella “ecclesia” ebraica,

finalmente

trova in Gesù una speranza.

Lui continua a dire che Dio ama tutti,

indipendentemente da quello che si è o che si fa;

dice di essere venuto al mondo

proprio per annunciare un Dio Padre,

per niente e mai esigente,

pieno di misericordia…

mai vendicativo.

 

– Questa religiosità ebraica “dell’obbligo”

non ci fa venire in mente qualcosa del genere

anche per quanto riguarda

la nostra religiosità di tempi passati?

 

Una Gerarchia che mette paletti ovunque,

specie si si tratta di argomenti di sesso;

che vuole decidere la morale sessuale delle coppie,

che se perdi Messa ti dice che fai peccato mortale

e vai all’inferno…

che Dio “permette” il male, ecc..

non è molto difforme da quella ebraica

superata da Gesù.

 

Siamo ancora dentro a questi divieti,

qualcuno tenta di mettere ancora i sensi vietati,

di accende la luce rossa alla festa,

alla gioia

e al divertimento.

Ma Gesù da questo giogo

ci ha riscattato da secoli…

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova