don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 30 Agosto 2020

171

1° Lettura

– E’ una pagina del profeta Geremia,

in un momento terribile (VI sec. a.C.)

della sua vita e della storia del suo popolo:

il Paese è sull’orlo della catastrofe,

il re Ioiakim si interessa più della sfarzosità

del suo palazzo,

che della miseria della sua gente,

i sacerdoti predicano una religione vuota

e un Dio vendicativo,

la gente è allo sbando e alla fame…

 

In questa situazione sociale pericolosissima,

Dio chiama Geremia ad annunciare al re e al popolo

una strada diversa da percorrere,

non quella delle alleanze umane,

ma quella dell’Alleanza con Dio.

 

Geremia pertanto è visto

come un bastian contrario,

un disfattista,

e pertanto viene deriso,

perseguitato, denunciato… assolto…

ma sempre mal visto

per la sua costanza nell’annunciare

la Parola di Dio.

 

Il profeta sa di essere dalla parte di Dio

e dalla parte giusta,

nonostante ciò si sente avvilito;

non si sente abbastanza protetto e difeso da Dio;

anche la sua fede vacilla.

Nei confronti di Dio vive la situazione propria

di una giovane donna lusingata, poi sedotta

dal suo amato e alla fine abbandonata.

Geremia si lamenta con Dio,

si sente tradito da Dio:

ho portato avanti per anni una missione

che si è rivelata un fallimento,

non ha sentito forte

la presenza di Dio nella sua vita;

e vorrebbe dimenticarsi di Dio,

lasciarlo perdere,

toglierlo dalla propria vita….

ma non riesce a farlo:

lui è innamorato di Dio

e la passione per il Signore

gli arde dentro e non riesce a contenerla…

pertanto continuerà,

nonostante le pedate in bocca che riceve

da tutte le parti,

a stare dalla parte di Dio,

di comportarsi con rettitudine e onestà

e di difendere la giusta causa.

 

– Ci siamo a volte nella vita,

magari per la nostra serietà e onestà

fatti oggetto di risolini e compatimento

da parte di colleghi e amici ?

VANGELO

– Il contesto:

Gesù e i discepoli sono in cammino

verso Gerusalemme,

per l’ultima Pasqua,

verso la passione e la morte.

 

Gesù tenta di preparare i suoi amici

che al momento della sua morte:

non avessero da smarrirsi,

devono avere fede in Lui,

risorgerà.

 

– Pietro interviene:

se a Gerusalemme ci aspettano

per farcela pagare o per ucciderci…

meglio cambiare strada…

Discorso logico dal punto di vista umano,

ma non nella logica di Dio.

 

– Gesù suggerisce a Pietro

di mettersi dietro

e di seguirlo;

non sarà Gesù a seguire Pietro.

 

– Poi Gesù dice alcune frasi

che sono piuttosto misteriose:

“Se qualcuno continua a seguirmi”

deve:

1° rinnegare se stesso

(non credere di essere al centro dell’universo

e smettere di pensare a se stesso)

 

2° prendere la croce

(significa: farsi servitore…

cioè deve mettersi al servizio dei fratelli)

 

Perché:

1° “chi pensa di salvare la propria vita”

(curandola, proteggendola,

cercando sicurezze umane,

salvaguardandola da ogni pericolo,

cercando di conservarla per se stesso

il più a lungo possibile)

“la perde”

(la spreca, vive inutilmente,

non valorizza la propria esistenza,

la sua vita finisce con la morte…)

 

2° “Se invece la perde per me,

la salverà”

(se la impegna per continuare la mia missione,

annunciare il mio messaggio,

vive i valori dello spirito e di Dio…

a servizio del fratelli

darà alla propria esistenza

un valore, una continuità, uno spessore,

un futuro e uno scopo così alti

o che non avrà fine…

ha la vita eterna.)

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova