don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 29 Marzo 2020

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1° Lettura

– nel 597,  6 secoli prima di Gesù,

inizia una prima deportazione verso Babilonia

a cui seguirà una seconda deportazione,

una decina di anni dopo;

praticamente tutti gli ebrei

saranno spostati nelle regioni della Mesopotamia,

e Gerusalemme distrutta.

 

In quel tempo di esilio,

che durerà poco meno di 70 anni,

Dio suscita un profeta in mezzo ai ebrei deportati,

Ezechiele, che è anche un sacerdote.

 

Di fronte alla disperazione dei più,

all’impossibilità di ricuperare la libertà

e poter ritornare in Patria,

Ezechiele, ispirato da Dio racconta una visione:

ha visto una valle piena di ossa umane spolpate,

e illuminate dal sole,

una montagna di ossa

buttate là come fosse una discarica.

 

 

Dio suggerisce al Profeta di invocare

lo Spirito,

lo Spirito della vita

per dare vita a quelle ossa inaridite.

 

Il profeta fa quanto Dio gli aveva chiesto

e più volte invoca lo Spirito della vita

su quelle ossa;

e ogni volta che il Profeta si rivolge a Dio

e invoca lo Spirito

quelle ossa

prima si avvicinano le une alle altre,

formando gli scheletri,

poi sulle ossa si stendono i muscoli, le nervature,

la carne, la pelle…

poi lo spirito li mette ritti in piedi,

ma sono ancora morti,

non hanno vita in se stessi.

 

Il profeta invoca ancora lo Spirito

e quei cadaveri riprendono calore, energia e vita,

si muovono;

costituiscono un immenso popolo,

pronto ad andare dove il Profeta deciderà.

 

E’ immagine del popolo di Israele

in esilio;

Dio è in grado di fare di questo popolo

ridotto a ossa spolpate e cadaveri,

è in grado di rimetterlo in piedi,

dare una speranza,

dare forza e coraggio

per ricostituirsi come popolo di Dio,

ritornare in Patria,

ricostruire Gerusalemme e il Tempio,

ricuperare fiducia in se stesso

e risentire l’anima che avevano smarrita.

 

Questo è in grado di fare il Signore

e sarà per tutti il segno

che nulla è impossibile a Dio.

 

– Abbiamo avuto nella vita

qualche momento di smarrimento totale

e poi qualcosa o qualcuno

ci ha dato speranza?

 

VANGELO

– Questa pagina presenta notevoli stranezze:

       Gesù non corre subito

      

       i discepoli fraintendono sonno e morte

      

       Marta corre, Maria aspetta in casa

 

       Gesù aspetta fuori dal paese, cosa aspetta?

 

         Gesù piange pur sapendo che l’avrebbe risuscitato

 

       famiglia strana questa: senza padre, né madre

 

       i tre fratelli… poi scompaiono dal Vangelo

 

         nessuno degli Evangelisti narra il miracolo così         grande…

 

– Questa pagina è un messaggio teologico:

qui Dio si rivela chi è per noi:

                            vita e risurrezione

 

– Come conciliare fede in Dio e la morte?

Gesù lascia morire un amico

senza intervenire

e lasciando le sorelle a soffrire.

Perché?

 

– Il dialogo tra Gesù e Marta

è una sintesi teologica e di fede:

di fronte al dolore e alla morte di una persona cara,

esperienza che tutti facciamo

Gesù si presenta piangendo:

       – Dio non “permette” il male…

       – Dio non può impedire la morte,

       né la sofferenza umana…

 

– Il cammino di fede di Marta e Maria

       siamo invitati a farlo pure noi

       ogni volta che ci troviamo nella medesima

       situazione:

       non chiuderci in noi stessi

       e scavarci una fossa

       ma cercare in Dio un nuovo motivo di vita.

 

N.B.

La Risurrezione di Lazzaro

avviene pochi giorni prima

della Settimana di Passione di Gesù

ed è annuncio, anticipo e preludio

della sua Risurrezione.

 

Alcune sottolineature al testo

 

1° Gesù si presenta con una frase forte:

“Io sono la risurrezione e la vita”.

Se non conoscessimo Gesù

come persona seria, equilibrata, umile,

potremmo pensare a una esagerazione

dettata dal momento,

o a una “boutade”

tanto per far stare buona Marta.

       Invece poi mantiene la parola

e risuscita veramente Lazzaro.

Quindi se dice: “Io sono la risurrezione”

dobbiamo credergli,

perché l’ha detto e l’ha fatto.

 

2° Questo miracolo,

che l’Evangelista insiste per chiamarlo

“segno”

è uno dei pochissimi in cui Gesù

indirettamente si presenta come

Figlio di Dio e lui stesso ha coscienza

di essere Dio in grado di compiere opere

impossibili all’uomo…

Anzi Gesù sembra compiere quel “segno”

perché credano in Lui, come Messia e Dio.

A differenza di tutti gli altri miracoli

in cui Gesù raccomandava di:

“non dire nulla a nessuno”,

qui Gesù sembra proprio che voglia

che tutti sappiano e vedano il miracolo.

 

3 “Padre ti ringrazio…

perché tutti vedano

che Tu mi hai mandato…”

Gesù ci fa capire che il gesto

della risurrezione dell’amico,

lo compie affinchè la gente che sta attorno

veda e creda che il Padre lo ha mandato

e quindi che quanto dice e fa è vero.

Se dice di essere “Figlio dell’uomo”

se dice di essere venuto dal Padre,

se dice di essere il Figlio di Dio,

se dice che Dio è Trinità…

deve essere vero

e dobbiamo credergli.

 

4° La risurrezione di Lazzaro

come la trasfigurazione sul Tabor

sono anticipo della Risurrezione:

– per Gesù che aveva bisogno di sentire

l’approvazione del Padre,

– per i discepoli perchè avessero fiducia in Lui

su quanto aveva loro promesso

e quindi non avessero da spaventarsi

vedendolo morto in croce;

– infine doveva essere un “segno”

per quanti lo stavano seguendo,

che se era in grado di risuscitare un morto,

era pure in grado di mantenere ciò che diceva

che cioè sarebbe risorto da morte.

 

5°- “Chi crede in me,

ha la vita eterna

Significa

che quanti si fidano di Gesù

e di quello che dice,

è “vita eterna”.

Perché Gesù stesso è la vita

e anche dopo la morte

ritornerà ad essere “il Vivente”;

e chi aderisce a Lui, chi Gli crede,

sarà vivo in Lui…

Ciò che è vivo… risorto, il Vivente,

non può cessare di esistere;

è Lui la vita eterna

e questa vita “eterna”

la dà anche a tutti noi.

La vita quella eterna (Gesù e la sua Parola)

non può dare morte… mai…

appunto perché è vita.

 

6° “Molti, vedendo quello che

Gesù aveva compiuto, credettero in Lui”.

Potremmo chiederci:

dove fossero finiti tutti coloro

che avevano assistito alla risurrezione

di Lazzaro, abitanti di Gerusalemme,

al momento del processo,

della condanna a morte di Gesù,

della crocifissione…

fatti che si sono svolti

nello spazio di almeno due giorni;

avrebbero avuto tutto il tempo necessario

per organizzarsi e reagire

con qualche protesta in Sinedrio

o davanti a Pilato.

Nessuno ha alzato un dito,

nessuno ha fatto sentire la sua parola,

nessuna contestazione,

all’infuori del povero e solitario Giuda.

 

7° In questo cammino quaresimale Gesù

si presenta:

– come l’Uomo vero, concreto, incarnato…

soggetto a tutte le nostre tentazioni:

fare la bella vita, avere forza e potere,

fare soldi e magari servirsi di Dio

per la propria carriera, ecc…(1° domenica);

– come il Cristo annunciato dai Profeti

e Maestro di una nuova Legge,  

destinato alla Risurrezione (2° domenica);

– come “acqua viva” che può soddisfare

la nostra sete di verità e di felicità;

in grado di purificare le nostre coscienze

da ogni peccato (3° domenica);

– come Luce per chi non vede

e sta muovendosi nel buio dell’errore;

poter vedere e capire la verità: è vita

                                   (4° domenica);

– come Vita eterna per chi muore

ma continua a credere in Lui,

e sarà destinato alla risurrezione (5° domenica);

– come L’Uomo giusto e onesto,

pur tuttavia deriso e perseguitato

fino alla morte (domenica di Passione);

– come il Morto-Risorto,

simbolo e immagine di tutti gli uomini

destinati a morire

ma pure, come Lui, a risorgere

a vita eterna (Pasqua)

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova


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