don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 26 Luglio 2020

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1° Lettura

Quando Salomone salì al trono

era giovanissimo.

Siamo verso il 950 a.C.

Il Tempio non è stato ancora costruito.

 

Salomone aveva ereditato un Regno

dal padre Davide,

grande, in pace, unito, rispettato…

e voleva certamente continuare su questa linea.

Mentre Davide era stato un Re guerriero,

Salomone sarà un re pacifico, politico, saggio…

almeno per molti anni.

 

La Lettura fa riferimento alla saggezza di Salomone,

per cui era famoso e rispettato da tutti

i re e i popoli vicini.

I due libri dei Re

che narrano la storia di Israele,

ci dicono che quella sapienza,

per cui Salomone passerà alla storia

e diventerà proverbiale,

era una dote che lui aveva implorato da Dio

come dono per poter regnare

con equilibrio e giustizia….

Temeva che il potere

lo potesse fuorviare, corrompere…

come succede sempre a chi ha potere.

 

Per molti anni in realtà

Salomone fu un grande e saggio re

E venivano da lontano

per ascoltarlo e parlare con lui.

Solo in età avanzata,

il potere, i compromessi con i re vicini,

l’unione con donne e religioni pagane,

il bisogno di aumentare le tasse

per mantenere la corte…

lo portarono fuori strada,

mettendo nel popolo poverissimo

i germi di una futura disgregazione.

 

. Collegamento con il Vangelo:

la “sapienza” ci aiuta a fare le scelte giuste

quelle che servono nella vita;

solo la sapienza che viene dall’alto

ci fa crescere veramente.

Gesù parla di un “tesoro nascosto”…

Quel “tesoro” è il suo messaggio,

è Lui stesso,

il suo insegnamento…

La “sapienza” ci fa capire

che tra le tante cose importanti della vita,

la vera sapienza,

la vera saggezza

è scegliere Lui e il suo insegnamento.

 

 

VANGELO

 

. Non era così strano che qualcuno

potesse trovare un vaso pieno di monete,

o di monili e collane d’oro.

Succede di tanto in tanto anche oggi

in occasione di ristrutturazioni:

a volte si trova uno scheletro murato,

o interrato,

altre volte un’opera d’arte in una cantina

o in una soffitta,

altre volte monete o oggetti preziosi…

a volte fuori corso…

 

Ai tempi di Gesù

doveva essere abbastanza comune,

nascondere il tesoretto di casa,

per sottrarlo a incursioni di briganti,

di bande armate,

per alluvioni

o necessità di lasciare la propria casa

per nasconderlo a soldati di passaggio…

 

Oggi abbiamo le Banche…

e le cassette di sicurezza…

ma non so se sia preferibile al sistema antico.

 

Poteva ancora succedere

Che chi aveva nascosto il tesoro,

morisse…

e allora nessuno più sapeva dove cercare…

 

Cosa succede se un operaio o un bracciante,

mentre lavora trova questo tesoro?

Può darsi che vada a dirlo al padrone del campo,

ma per sé, quel tesoro

non è del padrone della terra,

ma di chi lo trova.

Per questo il bracciante,

sapendo che il padrone non gli avrebbe dato nulla,

tenta di comprare il campo.

E’ povero:

dovrà vendere tutto, anche la casa, l’asino,

le poche pecore… finire sul lastrico…

ma solo lui sa perché.

Tutti diranno che è matto…

che non ne valeva la pena

spendere tutti quei soldi per

un po’ di terra e di sassi…

Solo lui sa il valore di quei 4 sassi…

Ed è felice della scelta fatta:

quella scelta, decisa con saggezza,

sarà la sua vita, il suo futuro,

la sua fortuna.

 

.Non so se abbiamo mai sentito parlare

di persone che a un certo punto della loro vita

hanno fatto delle scelte radicali:

entrano nell’Isis,

diventano combattenti islamici,

danno la vita per ammazzare gli infedeli….

E’ un forma di saggezza alla rovescia:

pensano di aver capito il tesoro

del Corano,

il messaggio di Maometto:

dare la vita per l’Islam…

ammazzare più infedeli possibile…

Giovani e ragazzi

Che credono di aver capito il vero loro tesoro:

dare la vita per ammazzare altri.

E’ una strana e aberrante forma di “sapienza”.

Credono di aver capito,

mentre non hanno capito proprio nulla.

 

Come sono pure migliaia le persone

che pur

lavorando in un posto sicuro e ben retribuito

in banca,

in una grande industria,

sono assessori di Regione,

sono medici, ecc…

lasciano tutto per seguire il messaggio di Gesù:

hanno trovato il tesoro

e sono disposti a perdere tutto il resto.

Es.   gli Apostoli

S.Paolo

don Lorenzo Milani

Annalena Tonelli

Marcello Candìa

Don Vittorione

Albert Schweitzer 

Alberto Olivero (Sermig)

Don Gallo (prete di Genova)

Shahabz Bhatti, ministro Pakistano ….

Medici del Quam

Medici senza frontiere

Gino Strada

Padre Alex Zanotelli

Don Ruggero Ruvoletto

(missionario padovano massacrato in Amazzonia)

N.B.

Il “tesoro”

può essere certamente Cristo

o il suo messaggio,

ma pure la convinzione

di essere arrivati a una nuova scoperta

nella vita,

una verità da annunciare,

un bene comune da difendere

e da portare avanti

di cui ci si sente partecipi e coinvolti;

un’idea forte che catalizza tutta la vita.

E per questi tesori a cui credevano

che alcuni hanno dato la vita

e continuano a darla anche oggi:

carabinieri,

magistrati,

politici,

sacerdoti,

papà e mamme di casa,

insegnanti,

medici…

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova