don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 21 Giugno 2020

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1° Lettura

– Il Profeta Geremia autore dello scritto

vive in esilio a Babilonia nel VI sec. a. C.

E’ uno dei deportati da Nabucodonosor;

ma mentre tanti si sono adattati

al nuovo sistema di vita

e si sono dedicati ai loro interessi;

Geremia tenta di tenere viva la speranza

del ritorno in patria

e assicura della manifestazione della potenza di Dio

che li saprà tirare fuori da quella vita,

li farà ritornare in patria.

 

– Geremia è un sacerdote di nascita

e Dio lo ha ora chiamato ad essere Profeta;

e come tale lui si comporta:

con onestà, sincerità di vita,

coerenza, fedeltà alle tradizioni e all’Alleanza.

 

– Il suo comportamento è troppo onesto,

troppo buono e coraggioso

nel difendere la causa di Dio

e pertanto è malvisto

da molti dei suoi connazionali,

che vorrebbero fare i propri interessi in pace,

senza che alcuno venga a dire loro

come devono comportarsi.

 

– Geremia fa riferimento alle insinuazioni

che sente alle sue spalle,

tutti vorrebbero che si lasciasse corrompere,

che potesse commettere qualche errore

o qualche passo falso,

per prendersi la rivincita su di lui.

 

– Il Profeta sente Dio dalla sua parte

e continua sulla sua linea onesta;

anzi sa che Dio

lo difenderà nel momento del pericolo,

mentre schiatteranno di vergogna

quanti lo vorrebbero umiliare

e uccidere.

 

– E’ una pagina autobiografica di Geremia;

il Profeta stesso è immagine del Messia

perseguitato ingiustamente.

Geremia è tipo, immagine, prototipo

di Gesù sofferente.

 

N.B.

“Signore degli eserciti”

non vuol dire che Dio è un Comandante

di un esercito di soldati in armi

e invincibile…

       significa:

Dio è Signore di tutte le cose:

dell’universo

con tutto quello che c’è dentro.

 

“Possa io vedere la tua vendetta

su di essi”

Il Profeta spera in un intervento di Dio

che metta a tacere,

allontani (vendetta ?)

renda innocui tutti gli operatori di male;

perché Dio e il Profeta formano un tutt’uno

e i nemici del Profeta

sono anche nemici di Dio

e pertanto Dio è interessato come il Profeta

a mettere a tacere gli operatori del male.

 

 

       VANGELO

 

– “Non temete dunque…”

 “Non abbiate paura

di quelli che vi possono uccidere…”

 

– Attorno a Gesù c’era chi tramava

per eliminarlo (come Geremia nella 1° Lettura)

ma Gesù ha continuato sulla sua strada

e ha portato avanti la sua missione.

 

– Le prime comunità cristiane

hanno trovato ostacoli ovunque,

perché la loro testimonianza di carità,

di perdono,

di pace,

di non violenza,

di culto verso un Dio spirito,

il rifiuto di adorare come dio

l’Imperatore Domiziano ( 81-96 d.C.)

ecc…

li metteva in rotta di collisione

con ogni potere e autorità.

 

– Lungo i secoli

mentre la Chiesa come Istituzione

è sempre stata rispettata e a volte favorita…

altrettanto non si può dire

per i cristiani.

I cristiani autentici,

che non si piegano al compromesso,

(come tutte le persone oneste),

sono sempre stati oggetto di angherie,

sottovalutati, a volte disprezzati.

Es. nel 2013 i cristiani uccisi per la loro fede

sono stati 103 mila in centro Africa, Filippine,

India, Cina,

e sembra che i cristiani oggetto

costantemente di persecuzione

anche in questi giorni,

siano almeno 500 mila.

 

– Ma non era questa realtà che volevo

richiamare o sottolineare;

quanto piuttosto

come i cristiani e le comunità cristiane,

oggi,

anche là dove si gode della massima libertà,

hanno “paura” di prendere posizione.

       E’ oltremodo difficile

che prendano posizione nel sociale,

come anima critica di una politica

che non fa il bene comune,

ma solo di alcune categorie;

che contestino politici e amministratori

per le loro malefatte.

 

– Per quello che ho potuto

e nel mio piccolo

ho tentato di rimarcare spesso

e con toni anche piuttosto forti,

certi e gravi soprusi della vita politica

e amministrativa

che ora non voglio richiamare,

ma di cui certi giornali (pochi… uno praticamente)

danno quotidianamente notizia.

 

Noi cristiani, paura o no,

paura di perdere la faccia o emolumenti,

paura di scontrarci con il “potere”

non possiamo sempre chinare la testa

e per amor di pace

continuare a battere le mani

a lestofanti che stanno al vertice

di tutte le Istituzioni.

 

Tocca a noi cristiani

che abbiamo il Vangelo in mano

a proclamare il diritto della persona povera,

l’attenzione ai valori della famiglia,

il giusto salario agli operai,

la collaborazione,

la giustizia,

la difesa della persona indifesa,

la giustizia sociale…

prima ancora dei Sindacati.

 

Tocca a noi cristiani

protestare contro i soprusi delle classi dirigenti

che si comportano come se fossero al di sopra

della morale e della legge;

tocca a noi comunità cristiane per prime

a mettere i Presidenti delle Banche

davanti ai loro imbrogli,

prima ancora dei Magistrati.

 

Tocca a noi cristiani e comunità

contestare i politici corrotti

e non dare più il voto a certi tristi personaggi…

 

Non dobbiamo avere paura,

non dobbiamo (come facciamo noi preti e Vescovi)

trincerarci in sacrestia

con la scusa che a noi tocca predicare Cristo…

Magari lo predicassimo veramente!…

 

Se Cristo è morto in croce,

appena due anni e mezzo

dopo che aveva cominciato a predicare…

è certo segno che non ha fatto il diplomatico…

non è stato un Uomo

buono per tutte le stagioni…

non ha fatto finta di non vedere l’ingiustizia

perché doveva predicare il Padre…

Lui si è scontrato di brutto con le autorità…

se fosse stato un pochino più attento,

e accomodante

sarebbe morto di vecchiaia…

 

– Ci deve oggi risuonare nell’animo:

“Non abbiate paura…

Io ho vinto il mondo”

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova