don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 19 Aprile 2020

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– 1° Lettura presa dagli Atti deli Apostoli:

vita della comunità di Gerusalemme,

punto di riferimento

di tutte le altre comunità cristiane

che seguiranno.

 

– 4 pilastri della comunità:

       catechesi

       comunione dei beni

       Eucaristia

       preghiera comune

 

Catechesi: ritornare e fare proprio

              l’insegnamento di Gesù: Vangelo.

       Erano ancora vivi e presenti gli Apostoli

       e quindi la catechesi

       avveniva ascoltando i testimoni oculari

       di Gesù.

       Soltanto in un secondo momento

       hanno sentito il bisogno di scrivere i Vangeli

       per tramandare la memoria del Risorto.

 

– comunione dei beni:

       lo scopo e l’ideale del cristiano

       non è la povertà

       ma che nessuno sia nell’indigenza.

 

       il coraggio di condividere i beni

       era il segno concreto

       di Cristo risorto in mezzo a loro:

       richiede tanta fede e tanta carità.

 

– Spezzare il pane: Eucaristia.

       ogni Eucaristia era preceduta

       da una cena comunitaria.

 

       La comunione con Gesù

       richiede la comunione con i fratelli

 

       ciò che impedisce la Comunione con Gesù

       è la mancanza di comunione con i fratelli

  1. divisioni, rivalità, gelosie…

 

– Preghiera comunitaria

       i discepoli di Gesù erano tutti ebrei

       e certamente all’inizio hanno continuato

       a incontrarsi per recitare e cantare i Salmi…

       solo in un secondo momento

       hanno cominciato a differenziarsi

       e a creare formule e preghiere distinte:

       il Padre nostro

       il Magnificat di Maria

       il Benedictus di Zaccaria

       le beatitudini

       “Nunc dimittis” di Simeone

       la preghiera al Padre di Gesù

         durante l’Ultima Cena

 

 

Attualizzazione.

       Di questi 4 pilastri

       della prima comunità cristiana

       quali continuiamo a vivere noi oggi?

 

Continuiamo a fare catechesi

e formazione cristiana:

       con i ragazzi,

       in occasione di Sacramenti

       con corsi di formazione

       le scuole di teologia, ecc…

 

       comunione dei beni:

       è la più impegnativa,

       la vivono gli ordini religiosi,

       in parrocchia: tutto e di tutti

 

       e la carità che viviamo

  1. borsette di alimentari…

       adozioni, tempo per gli altri…

       è una forma di comunione di beni;

       che non deve essere fine a se stessa,

       ma perché nessuno sia nel bisogno…

 

 

– Eucaristia:

       ogni domenica il cristiano

       si incontra con la sua comunità

       per fare memoria del Signore Risorto

 

       è la Comunità che crea l’Eucaristia

       e l’Eucaristia forma la comunità.

         (mi chiedo che comunità formino

         quanti vanno a Messa in giro per il mondo

         o in altre parrocchie…)

 

– Preghiera:

       le comunità hanno forme di preghiera:

       dalle adorazioni (?)

       al Rosario, (?)

       dalle Veglie in occasione di feste

       a momenti particolari e significativi…

 

       Direi che questo è il punto più carente:

       perché le adorazioni al Santissimo

       sono da rivedere e da evitare,

 

       i Rosari sono così piatti e ripetitivi

       quasi senza parola di Dio,

 

       Credo sia necessario studiare

       dei nuovi e originali momenti e forme

       di preghiera comunitaria:

  1. Letture della Parola e riflessioni libere,

                  momenti di dialogo in chiesa

                  dopo le Liturgie comunitarie

 

 

– Conclusione:

       Oggi comunque le nostre comunità

       sono diventate atee

       anche nella propria religiosità:

       si fa tutto per abitudine

       e senza una vera e sentita partecipazione;

       e comunque la fede e la pratica cristiana

       poco incidono nella vita sociale,

       famigliare, personale…

 

 

 

       VANGELO

 

Continuando sullo schema che ci siamo dati

per queste domeniche di Pasqua,

oggi vogliamo mettere in evidenza come “segno”

di Cristo Risorto:

 

LE APPARIZIONI DEL RISORTO

 

 

      Quali sono le apparizioni:

I Vangeli narrano di  11 apparizioni di Gesù;

il giorno di Pasqua:

– alle donne mentre tornavano dal sepolcro,

– alla Maddalena,

– a Pietro

– ai due discepoli di Emmaus alla sera,

– 2 volte nel cenacolo ai discepoli,

una senza Tommaso e senza i due discepoli di Emmaus

e la seconda con i discepoli presenti.

            i giorni successivi:

– Otto giorni dopo è apparso ai discepoli nel cenacolo presente Tommaso.

 

– a Giacomo Ap. Episcopo di Gerusalemme

 

– Otto giorni dopo ancora è apparso nuovamente sulle rive del lago,

e sbarcando i discepoli trovano pane e pesce arrostito.

 

– il giorno dell’Ascensione,

 

– a S.Paolo sulla via di Damasco,

 

– a più di 500 fratelli riuniti in preghiera (lo racconta S.Paolo).

 

 

– Tutte le apparizioni presentano alcune

         caratteristiche  strane:

 

– alcune apparizioni sono raccontate con dovizia di particolari,

sono lunghe e coinvolgenti;

Es. ai discepoli di Emmaus

mentre altre sono appena accennate.

Es. quella a Pietro o a S.Giacomo

 

–  Gesù non viene riconosciuto immediatamente,

ma soltanto dopo qualche segno

o gesto o parola particolare.

Era cambiato?

Non voleva farsi riconoscere?

Perchè non voleva farsi riconoscere immediatamente ?

 

Questa difficoltà a riconoscere Gesù

ha un risvolto  simbolico:

Tutti quelli che incontriamo possono essere Gesù.

 

– Gesù risorto assume atteggiamenti e sembianze

che ne fanno uno sconosciuto.

 

–  Il corpo di Gesù ha caratteristiche non proprie della natura umana:        – passa attraverso i muri,

            – compare e sparisce improvvisamente,

            – conosce discorsi delle persone anche se non era

   presente  ( sa del dubbio di Tommaso,

di quanto stavano parlando i discepoli di Emmaus)

– mangia pane e pesce come avesse fame

            e un corpo da mantenere (nel cenacolo e in riva al lago)

           

e nello stesso tempo:

            – cammina come un qualunque pellegrino,

            – ha un timbro di voce propria,

            – si solleva da terra come fosse senza peso…

 

– Altra stranezza.

non è chiaro nel Vangelo se il Giorno della Risurrezione:

sia comparso ai discepoli, abbia effuso lo Spirito,

poi salito in cielo…

tutto lo stesso giorno di Pasqua;

oppure

se sia risorto,

e poi di tanto in tanto si sia presentato ai discepoli per istruirli;

e alla fine,

40 giorni dopo sia salito definitivamente in cielo

e l’effusione dello Spirito

sia avvenuta il giorno di Pentecoste… 50 giorni dopo.

 

Se le cose stanno così, come la seconda ipotesi (dei 50 giorni):

dove andava il Risorto tra una apparizione e l’altra ?

Andava a passeggio?

Pregava?

Andava in cielo con il Padre e di tanto in tanto faceva una capatina sulla terra ?

            In realtà non possiamo entrare nel mondo di Dio

            con le categorie umane nostre;

            quindi non ha senso porci questi interrogativi.

 

 

Perchè Gesù appare più volte ai suoi ?

Non poteva bastare una volta sola?

 

– per rassicurarli (e confermarli) della sua Risurrezione,

 

– per rasserenarli dopo lo sconforto,

in cui erano caduti a causa della sua morte;

 

– avevano bisogno di essere ri-compattati

dopo lo sbandamento dovuto alla morte dell’amico,

 

– perchè erano i suoi amici e stava bene con loro,

 

– per parlare con loro

e continuare la sua opera di formazione,

Lc. 24, 45 “allora Gesù li aiutò a capire le profezie della bibbia”.

 

Lc. 24, 27   “…poi Gesù spiego’ ai discepoli  i passi della Bibbia che lo riguardavano, cominciando da Mosè fino agli scritti di tutti i profeti.”

 

 

Perchè Gesù non appare ai farisei

    nè alle autorità religiose?

 

– per vedere il Gesù risorto

avrebbero dovuto credere a Gesù,

come Figlio di Dio;

non avendogli mai prestato fede

non erano in grado neppure di comprendere

la Risurrezione,

nè di vederlo come Risorto.                

 

La Risurrezione è un atto di fede

non degli occhi.

 

E se anche si fosse presentato,

avrebbero pensato a qualche trucco,

a un fantasma,

a un sosia…

Es. come era successo al cieco nato di cui parla Giovanni cap. 9

” Non è lui, ma uno che gli assomiglia”

 

– Non solo non avrebbero capito la Risurrezione

ma avrebbero tentato di prenderlo

per ucciderlo nuovamente.

 

– avevano avuto la possibilità di ravvedersi,

sia quando Gesù era vivo,

sia dopo la morte…

ma hanno preferito mantenere l’atteggiamento ostile

e il rifiuto

inventandosi piuttosto una bugia,

pur di non ravvedersi e credere.

 

– a che scopo apparire ai farisei

se non sarebbe servito a nulla ?

 

 

I discepoli hanno visto Gesù risorto

ma chi non lo ha visto è svantaggiato ?

 

– Il  vedere Gesù risorto

non è un atto fisico, degli occhi,

ma della fede

Es. i due discepoli di Emmaus

Es.

– Quando Gesù sta per salire al cielo

(Matteo 28, 17)

“alcuni tra i discepoli dubitavano ancora”

non sono gli occhi che aiutano a credere,

ma la fede.

 

– Tutti gli abitanti di Gerusalemme avevano visto

Gesù morto,

pochi lo hanno visto risorto,

e molti hanno creduto comunque alla predicazione di Pietro.

Dopo la Pentecoste,

tre mila persone accettano di farsi battezzare

e credono in Gesù;

segno che tra coloro che avevano visto

e coloro che non avevano visto Gesù risorto

non c’era differenza  per la fede.

 

Conclusione:

 

– Per vedere Gesù risorto

bisogna crederci (ci vuole fede),

in caso contrario,

per uno che non ha fede

se anche vedesse Gesù

vedrebbe una persona, e basta.

Es. è come per l’Eucaristia:

se uno ha fede, nel pane vede il Corpo di Gesù,

mentre uno senza fede, vede un pezzo di pane e basta.

 

Quindi, sia coloro che hanno visto Gesù (gli Apostoli)

sia quanti non l’hanno ai visto (noi)

per vedere Gesù risorto, è necessario “credere”.

Sentire Gesù risorto

è una questione di fede

non di vista.

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova