don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 17 Gennaio 2021

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       1° Lettura

 

– I protagonisti della lettura

sono: Dio e Samuele.

Dio chiama Samuele ancora ragazzo

a guidare un giorno il suo popolo;

deve prepararsi fin da giovane a questa missione.

 

Siamo intorno al 1100 a.C.

e sono tempi di grandi sconvolgimenti sociali,

politici e religiosi;

le tribù ebraiche sono entrate da poco

nella terra di Canaan,

ne stanno prendendo possesso lentamente

ma erano divise,

non hanno punti sicuri di riferimento;

ognuna si regolava come meglio credeva.

 

Una notte

mentre Samuele riposa nella sua stanza

nel tempio di Silo,

a servizio del Sommo Sacerdote Eli,

udì una voce;

ma ne ignora la provenienza:

non sta dormendo

e non è una visione,

probabilmente è una chiamata interiore

resa plasticamente in questo pagina

come reale e concreta:

Dio lo sta chiamando.

 

Samuele è convinto che sia il sacerdote Eli,

corre da lui.

In realtà è Dio che gli sta parlando.

Nonostante Samuele vivesse nel tempio

e pregasse, recitasse i Salmi,

vivesse accanto a Dio…

“non aveva ancora conosciuto Dio”

Dio gli è estraneo.

(Come può capitare a tanti cristiani

che frequentano,

ma non sanno nulla di Dio, di Gesù Cristo

o del suo messaggio).

 

– Dio lo chiama per nome:

segno che lo conosce bene,

gli affida una missione:

quando sarà grande

dovrà guidare il popolo Israele,

dare compattezza e scopo alla sua gente;

lui sarà sacerdote, profeta e condottiero…

 

Samuele risponderà con fedeltà

alla chiamata del Signore…

sarà uno dei grandi personaggi

della storia del popolo ebreo,

accanto ad Abramo, Isacco, Giacobbe,

Mosè, Giosuè… poi Davide, Elia,

Isaia, il Battista…

 

       VANGELO

 

– La pagina che abbiamo letto

accenna a “due discepoli” che stavano

con il Battista

e diventeranno testimoni

di quanto sentono e vedono:

uno è Andrea (fratello di Pietro),

l’altro è Giovanni evangelista

(fratello di Giacomo)

che poi scriverà queste cose.

 

Siamo verso l’anno 27-28 d.C.

Giovanni il Battezzatore

(da non confondere con Giovanni l’Evangelista)

vive sulle rive del Giordano

e annuncia che il tempo del Messia

è vicino, forse già presente,

ed è necessario prepararsi:

“cambiare vita”.

 

Cosa significa: “cambiare vita”?

       rivedere la maniera di vivere la religione,

       non bastano le pratiche tradizionali, i riti,

       ma è necessario il cambiamento del cuore:

       più giustizia e onestà (per le autorità)

       più rispetto verso le persone (per i soldati)

       più carità… (per tutti)

       (sarà l’annuncio delle prossime domeniche)

 

– Tra quanti vanno ogni giorno

o di tanto in tanto ad ascoltare il Battista

oltre a Giovanni (il futuro evangelista) e Andrea,

ci sono sacerdoti, farisei, soldati, autorità

e molta altra gente…. tra questi c’è anche Gesù…

Il Battista è un personaggio che attira e scuote

il suo uditorio… e non è sempre accomodante…

 

Un giorno

si fa avanti in mezzo a tutti Gesù;

e il Battista, probabilmente ispirato da Dio,

dice forte: “Ecco l’Agnello di Dio”

L’agnello è in riferimento alla Pasqua:

l’agnello era l’animale che veniva sacrificato

per ricordare le grandi imprese operate da Dio

a favore del suo popolo,

quando l’aveva liberato dalla schiavitù d’Egitto.

Ora c’è un altro Agnello

che sarà sacrificato

per un’altra liberazione.

Nessuno naturalmente capisce il Battista

e neppure il Battista si rende conto bene

delle parole che sta dicendo:

è un profeta e come ogni altro profeta,

le loro parole saranno comprensibili

solo dopo che Gesù

avrà vissuto e realizzato la profezia:

sarà per esempio veramente immolato

come un agnello sulla croce.

 

– Le parole del Battista

colpiscono in particolare

due giovani presenti Giovanni e Andrea

(avranno avuto 18-20 anni)

che lasciano il Battista

e seguono Gesù

fino a casa sua,

rimanendo con Lui tutto quel giorno.

Ne restano talmente conquistati

che tornati a casa a loro volta

riferiscono ai loro rispettivi fratelli,

Pietro e Giacomo,

la straordinaria esperienza

che avevano vissuto quel giorno.

E da quel momento

non lasceranno più Gesù.

 

Teniamo presente che i 4 amici

Giovanni, Giacomo, Pietro e Andrea

erano soci in affari:

avevano una società di pesca

con due barconi e alcuni ragazzi aiutanti.

Una volta che hanno conosciuto Gesù,

lasciano tutto: barca, lavoro, famiglia, genitori…

avevano scoperto qualcosa di più interessante

del lavoro e della famiglia:

cioè Gesù…

e saranno i suoi primi amici intimi

e i primi discepoli.

 

N.B.

Simone verrà chiamato “Pietra”

da Gesù

non perché sarà la pietra fondamentale

su cui edifica la sua Chiesa,

la “Pietra fondamentale” è sempre e solo Gesù;

ma perché la fede e la generosità

di Pietro sono come le pietre, i mattoni, i sassi

con cui Gesù costruirà la sua Chiesa.

Gesù per edificare la Chiesa come comunità

di cui Lui stesso è appunto la Roccia

su cui si costruisce,

ha bisogno di tanti mattoni

(che possiamo essere ciascuno di noi)

questi mattoni sono simbolo

di fede, di generosità, di bontà,

di coraggio, di umiltà…

 

Attualizzazione:

       Importanza e spazio che dà Gesù

ai rapporti con le persone:   

                     Apostoli – amici

                     donne (samaritana, emoroissa…)

                     bambini

                     emarginati (es. lebbrosi)

                     pagani…

                     poveracci (pastori e pescatori)

 

Gesù passa la notte a parlare con Nicodemo

noi non abbiamo mai tempo per nessuno….

neppure per i nostri famigliari: figli o moglie…

 

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova


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