don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 13 Dicembre 2020

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      1° Lettura

– Il Profeta Isaia (VI sec. a.C.)

con le prime righe di questa pagina

cerca di accreditarsi davanti al suo popolo

come “uomo mandato da Dio”,

come “profeta”:

non è lui, Isaia, a inventarsi quello che dirà,

ma è la Spirito del Signore

a suggerirgli quanto annuncerà,

fosse pure inverosimile

e quasi impossibile da credere.

 

– Mentre il popolo ebreo è ancora in esilio,

il profeta predice un grande evento:

non solo il ritorno a Gerusalemme,

(erano partiti per l’esilio nel 598

e ritornarono nel 538 – 60 anni dopo-)

ma

“un tempo di grazia”

“un giubileo”

per cui i prigionieri torneranno liberi,

chi aveva debiti gli saranno condonati,

chi era rimasto senza casa e campi

gli verranno restituiti,

inizierà per tutti una nuova vita,

speranze e possibilità nuove.

 

“Il Signore farà germogliare la giustizia”.

Noi stiamo preparandoci al Natale,

è Gesù la Giustizia di Dio = Amore di Dio che salva…nnm-

stiamo preparandoci ad accogliere

Colui che porterà la Giustizia, la Grazia

e la Verità.

 

– Dio sta per venire a liberare il suo popolo

e non indosseremo più le vesti lacere

proprie degli schivi,

ma vesti di salvezza

e un manto di giustizia;

non saremo più appesantiti da catene,

ma piuttosto da monili d’oro e di gioielli…

perché come la terra germoglia fiori e frutti,

così il Signore

farà germogliare il bene e il benessere

davanti a tutti i popoli.

 

E’ certo una visione idilliaca, simbolica,

immaginifica e irreale…

neppure Gesù ha realizzato la salvezza

in questo modo,

ma è la fede e lo sguardo di chi si fida di Dio

a farci coltivare

anche nelle situazioni più drammatiche

l’ottimismo e la speranza.

 

“Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta”

sono parole che troviamo in bocca anche a Maria

nel Magnificat.

Era certamente un inno a Dio,

che il credente faceva suo

anche in mezzo a privazioni e contrattempi.

 

 

      Vangelo

 

Questo accenno al Battista

da parte di Giovanni che sta scrivendo

è necessario,

perché ancora decine di anni dopo

che Gesù era salito al cielo,

la gente credeva che fosse il Battista

il vero Messia:

vissuto come un profeta

e morto come un martire,

a differenza di Gesù morto

come un malfattore e rifiutato dalle autorità.

 

Giovanni Evangelista che scrive

era discepolo del Battista

e solo in un secondo momento

abbandona l Battista per seguire Gesù.

 

Quindi Giovanni Evangelista

(che scrive verso il 90 d.C.)

è un “testimone” credibile

di quanto sta dicendo

perché lui ha visto, ha udito, era presente

conosceva Giovanni Battista

e conosceva Gesù…

e quello che scrive è veritiero.

 

Oggi Giovanni Evangelista ci vuole dire che

non era il Battista il Messia,

ma Gesù a cui pochi hanno creduto.

E ricorda un fatto al quale era presente anche lui:

un giorno una delegazione ufficiale

del Tempio e dell’Autorità religiosa

vennero a interrogare Giovanni Battista

con quale autorità si permetteva

di predicare e battezzare…

Il Battista rispose “Io non sono nessuno.

Dopo di me verrà Colui che tutti aspettiamo”

E stava riferendosi a Gesù,

che probabilmente era presente in incognito.

 

 

Parole chiave oggi:

                     testimone

                     testimonianza

 

 – In ambito civile giudiziario:

       la testimonianza è la prova consistente nella dichiarazione resa da un terzo,

durante un interrogatorio,

su fatti dei quali ha conoscenza diretta,

per essere stato “testimone”:

ha visto,

ha sentito,

era presente…

e rende conto di ciò che ha visto e sa…

 

       testimone (il teste) è la persona

che rende la dichiarazione

in un Tribunale davanti a un Giudice.

 

– In ambito biblico teologico:

       il testimone è colui che

si fa garante,

rende presente una verità, un valore,

un bene,

un avvenimento importante;

incarna nella vita

e nella parola

un valore:

Dio, la fede, una promessa,

l’amore, la gioia, la verità,

il perdono, il dialogo, la speranza, ecc…

 

Dio è il Primo Grande Testimone.

Ricordiamo che le tavole della Legge di Mosè

i 10 Comandamenti,

erano anche dette:

“le Tavole della Testimonianza”.

Testimonianza di che ?

       Dio si faceva testimone, garante

       specchio e termine di confronto

       che quanto chiedeva a Mosè

       e al suo popolo;

       Dio stesso è:,

       il Bene,

       la Verità,

       la Giustizia,

       il perdono,

       accoglienza, provvidenza, ecc…..

       Dio si fa Testimone cioè garante

       di quanto sta chiedendo al suo popolo.

              Lui stesso, prima di chiedere ed esigere

       qualcosa dagli altri… la sta già vivendo Lui.

              Osservare i Comandi (le 10 leggi)

       era Lui stesso ad esserlo e a viverle;

       Dio è il riscontro del bene,

       dell’amore, della verità, del perdono,

       dell’attenzione ai poveri, ecc…

       e chiede al suo popolo di fare altrettanto.

      

       Se i 10 Comandamenti

       ci chiedono il rispetto per Dio,

       per le persone,

       per le cose degli altri,

       la sincerità nelle parole e nell’agire,

       tutto questo non solo lo fa già Dio,

       ma è Dio.

       Ogni bene e verità

       trovano in Dio “la testimonianza”

       la fonte, la motivazione,

       la radice, la giustificazione…

 

       – Dio chiede la sincerità

       perché lui è la Verità;

       – Dio chiede di essere noi i custodi del nostro fratello

       perché Lui è interessato a ciascuno di noi;

       – Dio ci chiede di perdonare,

       perché Lui ci perdona sempre;

       – Dio ci chiede di non ammazzare

       perchè Lui è il Signore che dà la vita…

 

Gesù è il Grande Testimone del Padre.

Cosa significa?

       Che Gesù ha vissuto e messo in pratica

la bontà di Dio,

la verità di Dio,

il perdono di Dio,

la sapienza di Dio,

la misericordia di Dio Padre…

la volontà di salvezza per tutti gli uomini propria di Dio.

 

– Anche Giovanni Battista

è un Testimone,

testimone di Gesù;

ha reso “testimonianza” a favore di Gesù,

dicendo:

è Lui il Messia,

non io.

Il Battista testimone nella verità,

di coraggio davanti a farisei e a Pilato,

di povertà,

di sacrificio,

di amore e obbedienza a Dio.

 

Ogni cristiano

deve essere un testimone di Gesù:

della sua Parola,

dell’Eucaristia,

di bontà,

di coerenza,

di coraggio,

di povertà…

Es. ogni gesto di povertà,

una adozione a distanza,

è una testimonianza dell’Amore di Dio verso i poveri

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova