don Francesco Cosentino – Commento al Vangelo di domenica 5 Gennaio 2020

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Diventare in Cristo pienamente umani

Il Mistero del Natale ce lo ribadisce con insistenza: Dio si è fatto carne. Una verità “scandalosa” quella dell’Incarnazione di Dio, che ci viene ricordata anche in questa seconda domenica di Natale, attraverso il Prologo di Giovanni: il Verbo si è fatto carne e l’umanità di Gesù è l’unico luogo in cui possiamo incontrare Dio.

Così, il Vangelo ci mette ancora una volta in guardia dal rischio che accompagna silente la fede cristiana: collocare Dio al di là delle nubi, ridurlo a un’idea astratta, farne un Signore del cielo invece che un compagno di cammino per la nostra esistenza e, di conseguenza, ridurre la fede a qualche informazione catechistica, a leggi da osservare, a gesti esteriori da espletare per metterci a posto la coscienza.

Il Vangelo del Natale vuole invece consegnare la nostra vita a questa verità: Dio è in mezzo a noi, ha piantato la sua tenda nella fragilità del mondo, si è abbassato fin dentro gli abissi della nostra umanità. Perciò, Egli abita lo spazio della tua esistenza e del tempo che vivi e non c’è niente travaglio, fatica, domanda o desiderio di questa vita umana che non appartenga anche al suo cuore. Egli non abita i cieli, ma ha fissato la sua dimora nelle viscere della terra e nella fragile argilla di cui sei impastato.

Se questo è vero, almeno due conseguenze pratiche toccano la nostra esistenza. La prima: Dio non ci parla solo dall’alto, ma anche e soprattutto dal basso e dal di dentro. Dio si mostra attraverso i luoghi feriali della nostra vita, nel volto del povero, nei sentieri fragili della nostra esistenza; Dio parla attraverso i nostri desideri, le domande che ci inquietano, le piaghe spirituali, le debolezze e le ferite che ci segnano. Se non prestiamo ascolto alla nostra umanità, non potremo mai incontrare Dio.

La seconda provocazione che il Vangelo ci consegna è questa: possiamo mostrare il volto di Dio solo se siamo profondamente umani e diventiamo esperti di umanità. Se è Gesù l’unico che svela il Volto di Dio, possiamo annunciare il Vangelo al mondo solo se viviamo la sua stessa umanità, la sua mitezza, la compassione per l’altro, la rivoluzione della tenerezza e dell’amore con cui Egli trasforma e guarisce le relazioni umane. Non è possibile cercare Dio senza metterci anche alla ricerca dell’uomo e senza aprire — nelle relazioni, nella società civile, nella comunità ecclesiale — vie di autentica umanizzazione, fermenti di verità, di giustizia, di pace e di amore.

La rivoluzione del Natale sta tutta qui: diventare in Cristo pienamente umani.

Fonte

Francesco Cosentino (1979), teologo, lavora presso la Congregazione per il Clero ed è docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana. Da qualche anno dedica particolare attenzione alle coppie in preparazione al matrimonio.


Letture della
II Domenica dopo Natale – ANNO A
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

La sapienza dio Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.

Dal libro del Siràcide
Sir 24,1-4.12-16, NV 24,1-4.12-16

La sapienza fa il proprio elogio,
in Dio trova il proprio vanto,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,
in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta, mentre dice:
«Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse:
“Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele,
affonda le tue radici tra i miei eletti” .
Prima dei secoli, fin dal principio,
egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore è la mia eredità,
nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Sal 147

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.

Seconda Lettura

Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Ef 1,3-6.15-18

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio

Vangelo

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 1,1-18

[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.]
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
Giovanni gli rende testimonianza e grida: “Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

Parola del Signore