Don Fabrizio Moscato – Commento al Vangelo del 15 Aprile 2020

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Lungo quelle sette miglia di sconfitta e di delusione, mentre fanno ritorno alla vita di prima, alla vita di sempre, a quei due discepoli viene offerta una Parola, spezzata fino a fargli gustare il senso e il compimento.

Ma viene offerta, prima di tutto, una presenza che li accompagna, senza ancora far cambiare loro direzione. Il Risorto entra concretamente dentro la loro fuga… cammina con pazienza accanto al loro passo stanco dentro… con amore si fa guardare ancora sfocato dai loro occhi appesantiti e incapaci di riconoscerlo… con discrezione comunica al loro cuore un battito nuovo e un calore antico…

Nessun effetto speciale che li obblighi a credere… piuttosto un discreto accostarsi… da straniero…

Solo sul far della sera, quando è scontato il finale del buio che fa calare il sipario, l’ultima e decisiva offerta… lo spezzare del pane al fuoco dei cuori ormai accesi…

Gli occhi si aprono…
I due lo riconoscono…
E si riconoscono discepoli…
In fuga, ma visitati dal Risorto…

Riprendono il cammino e cambiano direzione… verso Gerusalemme… verso la comunità…
Non arrivano a terminare le sette miglia di fuga che è già ritorno benedetto a casa!

La pazienza di un Dio che si accosta alle mie fughe…
Le Scritture che fanno nascere nel cuore novità…
L’Eucaristia che mi nutre di forza per il faticoso viaggio…
La comunità dentro la quale continuo a rimanere…

Se il cuore si scalda, oggi come allora, qualsiasi fuga è preludio di un sorprendente ritorno…

Perchè non mi è dato di vederlo Risorto.
Solo di riconoscerlo.

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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