Don Fabrizio Moscato – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2020

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È il primo giorno dopo l’annuncio liturgico della Pasqua… e si mescolano insieme – come sempre – luce e tenebra…

Da un lato, Gesù alle donne non spiega cosa sia successo, non dimostra nulla, ma offre un’indicazione precisa: andare in Galilea, ossia ritornare lì dove tutto è cominciato, per rileggere tutto sotto la luce nuova della pasqua…

Non si tratta solo di un modo di incontrarlo di nuovo, di una specie di “appuntamento”, ma di un invito a riconoscerlo vivo e presente, rileggendo tutto da capo…

Il Risorto non mi spiega la “sua” risurrezione, piuttosto mi introduce nella “mia”… a partire dalla Galilea che devo cominciare ad illuminare…

Dall’altra parte, della risurrezione non ci sono documentazioni evidenti, nè registrazioni o prove scientifiche che possono essere offerte alle guardie, ai capi, o a chicchessia… I segni non si impongono… Si può credere, ma si può anche dubitare…

E così, come del denaro aveva avviato il tradimento, anche qui, del denaro continua a tradire la verità, e compra la menzogna delle guardie…

È più facile questo, che accettare di dovere almeno fare i conti con questo scomodo “fuori programma”, di farsi interrogare dal “poco credibile”…
La pasqua illumina tutto, e continua a evidenziare le tenebre che si radicano nel cuore dell’uomo che si sente minacciato da Dio…

Luce e tenebra… Anche oggi…
E anche oggi è possibile rimanere al buio di un sepolcro segnato da paura e menzogna, o aprirsi alla luce, ricominciando il cammino e ritornando in Galilea…

Per ri-conoscerlo…
Per ri-vedersi…
Per ri-vivere…

Fonte: Telegram | Pagina Facebook

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