don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 4 Ottobre 2020

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 4 Ottobre 2020, da Radio Vaticana (per il file audio) e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

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Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica di don Fabio Rosini


Dare i frutti è la nostra vera felicità

La parabola dei vignaioli omicidi è tragica e inquietante, ma è saggio considerarla con attenzione, anche se non è nei primi posti nelle scelte, per esempio dei matrimoni. Non è quel tipo di testo che in genere un sacerdote desideri commentare… e si sbaglia. Vediamo perché. È la storia di un padrone che dota una vigna di tutto quello che serve per essere ben coltivata.

Questa è una citazione di un passo di Isaia che troviamo nella prima lettura. In quel caso era la vigna stessa che produceva frutti amari, mentre Gesù sposta l’attenzione sui contadini cui la vigna è affidata, i quali ne gestiscono i frutti in modo disonesto e violento. In Isaia la cattiva risposta della vigna si risolve in un annunzio di sventura. Spesso nel Nuovo Testamento questo tipo di tono sparisce, ma non qui, dove Gesù rimarca con rinnovata durezza quelle minacce, che ora sono rivolte non più a una vigna simbolica, ma a vignaioli criminali. A cosa serve tutto questo?

C’è da domandarsi una cosa: il padrone, che è il Padre celeste, ha diritto di chiedere frutti? Pensiamoci bene: Dio ha diritto di bussare alla mia porta e chiedermi cosa sto facendo della vita che mi ha regalato? Dio ha diritto di vagliarmi e chiedermi se sto corrispondendo ai doni che mi ha fatto? È giusto che il Signore chieda frutti a tutta la sua Chiesa, che è la sua vigna? Prima di rispondere, proviamo a fare un’altra domanda: ma Dio viene davvero a chiedere frutto? Sì. Molte volte.

Bussa alla mia porta in tutti quelli che mi circondano e mi chiedono di dare frutto, come uomo, come fratello, come padre, come cristiano, come prete o quel che sia. Mille volte Dio sta nascosto in un figlio che chiede di entrare nella sfida paziente della relazione, o in un parente anziano o malato che con la sua esistenza chiede: c’è un po’ di amore per me nel tuo cuore? […]

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