don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 30 Agosto 2020

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 30 Agosto 2020, da Radio Vaticana (per il file audio) e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

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La vita ci è consegnata attraverso la croce

«Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». Ma quante vite esistono? In realtà due: quella che riceviamo dai nostri genitori e quella che Dio ci vuole dare, ma che richiede, per essere accolta, di soppiantare la prima. Infatti, nel testo di questa domenica, appaiono due modi di pensare: «Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». C’è un pensiero che resta sicuro nello steccato di quel che è umano, logico, conveniente, opportuno, vantaggioso, e, va notato, proietta su Dio la sua matematica, perché Pietro, che contesta l’ipotesi del dolore predetta da Cristo, non lo fa in nome dell’umano ma del divino: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma il Signore Gesù rivela tutta la sua estraneità a questo pensiero proprio di fronte alla prospettiva della croce, perché Lui pensa «secondo Dio», e in questa logica la croce diventa sentiero dell’opera del Padre. Pensare secondo Dio implica sapere che tutto è nelle Sue mani e che l’esistenza secondo gli uomini è mancare il bersaglio della grandezza.

La croce è lo strumento per seguire Cristo, a scapito di un sentimentalismo religioso oggi dominante, che ha fatto diventare la spiritualità cristiana una ricerca di benessere individuale e che si frantuma spesso contro il dolore e la scomodità, incompatibili con la gradevolezza frequentemente cercata nella religione. Ma il giorno in cui mi fido del Padre in una croce, nell’assurdo, nel dolore, è quello in cui Gesù diventa il mio vero Signore. Perché se il Signore non è presente nel dolore, allora non è presente neanche nel piacere e da nessun’altra parte.

Il sistema di vita del pensiero di Pietro è un’esistenza da slalomisti, evitando problemi, scomodità, dolori, e pone le basi di un’umanità di alienati, incapaci di misurarsi con gli spigoli del reale, che diventano padri latitanti, madri ansiose, sposi egocentrici, persone superficiali. Niente amore, solo comodità. […]

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