don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 18 Ottobre 2020

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 18 Ottobre 2020, da Radio Vaticana (per il file audio) e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

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Tutta la nostra vita appartiene solo a Dio

«È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?». Ha ragione Gesù, la domanda è capziosa, visto che è posta per ottenere un sì o un no, e di conseguenza è una trappola: se Gesù avesse risposto di sì, ossia di pagare il tributo, si sarebbe messo dalla parte dell’Impero romano invasore e oppressore; se avesse detto di non pagare, poteva essere denunciato a quella stessa autorità come sobillatore di ribellione.

Gesù fa quello che fa sempre: salta a un piano superiore. Non si fa incastrare nel bivio malizioso, ma sposta il discorso al suo livello, quello nobile. Dobbiamo ricordare questa sua tecnica: risponde spesso alle domande con altre domande… molte volte bisogna liberarsi delle domande sbagliate e, anziché torturarsi nella ricerca delle risposte, mettere in questione gli interrogativi che ci stanno fuorviando. Ci sono persone che sprecano la propria esistenza per rispondere a domande di cui invece si dovrebbero liberare…

Allora Gesù chiede di esaminare la moneta del tributo. Strana moneta quella: fu battuta per pochi anni ed era caratterizzata dall’immagine dell’imperatore (cosa rarissimamente permessa dal Senato romano) e dalla scritta che lo affermava come “divino”. Il fatto era emblematico di qualcosa con cui i primi martiri dovettero fare i conti: l’auto-divinizzazione dell’Impero. Molti cristiani furono condotti al patibolo perché si riŒutavano di sacriŒficare all’imperatore, secondo quel culto imperiale che in tutti i regimi, prima e dopo Roma, viene più o meno apertamente ritualizzato, Œfino agli esempi moderni più tragici.

Dalla frase di Gesù «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» sgorga una domanda: chi è di chi? Questo è il piano su cui Gesù sposta il discorso. […]

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