don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 16 Febbraio 2020

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 16 Febbraio 2020, da Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

Grazie a lui possiamo amare veramente

«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Scribi e farisei erano persone ligie all’osservanza della Legge di Mosè. In questo testo non c’è propriamente una critica verso questi pii ebrei, di fronte ai quali c’era da togliersi tanto di cappello per la coerenza e la tenacia nell’obbedienza. Ma la giustizia di coloro che stanno ascoltando Cristo ha bisogno di superare la loro. Eppure era difficile pensare di fare più di questi signori. Allora Gesù inizia a spiegare cosa è questo “di più”.

Non uccidere? Macché, non adirarsi, non offendere, non tenersi un contrasto ma cercare sempre la riconciliazione, e mettersi d’accordo con gli avversari. Non commettere adulterio? Troppo poco: non avere neanche uno sguardo disonesto. La legge ebraica permetteva il ripudio? Niente da fare: non si scioglie il matrimonio e non si torna indietro. Il tuo occhio o la tua mano ti portano a fare il male? Liberatene! E non dire niente che non sia esattamente quel che è, senza giri di parole o manipolazioni.

Chi pensa che il Vangelo sia morbido, legga il testo di questa domenica. Ma non è tutto un po’ esagerato? Non sarà che bisogna leggere contestualizzando, sapendo tradurre – sai com’è – queste parole vanno relativizzate, stiamo attenti ai fondamentalismi, non attacchiamoci alle paroline.

Sarà, e certamente in parte è vero. Ma ognuno di noi spera di trovare qualcuno che ami così. Speri di avere accanto un uomo che ti sia veramente fedele e che non ti molli mai, speri di avere un amico che ti viene a cercare se ha l’impressione che c’è qualcosa di triste tra voi. Speri di avere un fratello che si taglierebbe una mano piuttosto che farti del male, o di trovare qualcuno che preferirebbe morire piuttosto che ingannarti o manipolarti. Ma forse non lo trovi, perché è molto più facile imbattersi in persone che davanti a questo Vangelo dicono: «Beh, non esageriamo!». E non esagerano, come se si potesse amare qualcuno senza esagerare.

ANDARE OLTRE LE REGOLE

Se un figlio non ha mai visto il padre andare oltre il dovuto per lui, ha uno spiffero un po’ freddo nel cuore. Chi può amare veramente senza andare oltre le regole? Chi può perdonare se si attiene alla legge?

Ma se vediamo una madre, un prete, un giovane, una missionaria o qualcun altro andare oltre il dovuto per amore e per prendersi cura di qualcuno, qualcosa si illumina in noi.

Certo. Abbiamo bisogno di non fare sconti a questo testo, e a tutto il Vangelo. Abbiamo bisogno che queste parole siano carne, che qualcuno ami così. Anzi, che questo qualcuno siamo proprio noi. Difficile? No. Impossibile, da soli.

Infatti il Vangelo inizia dicendo: «Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento». È venuto lui per darci quel “di più”, per questo è il Signore, e solo lui introduce alla vita del regno dei cieli. Non si tratta di essere abbastanza forti per amare così, ma di essere abbastanza semplici da farci condurre. È venuto per questo, per “dare compimento” e permetterci di amare veramente.

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Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica
di don Fabio Rosini


Letture della Domenica
VI Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

A nessuno ha comandato di essere empio.Dal libro del Siracide

Sir 15, 15-20, NV 15, 16-21

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Beato chi cammina nella legge del Signore

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. R.

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti. R.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge. R.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. R.

Seconda Lettura

Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria

Dalla Prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi

1 Cor 2,6-10

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.

Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Ma, come sta scritto:

«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito;  lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

Dal Vangelo secondo Matteo 
Mt 5, 17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 20-22a.27-28.33-34a.37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

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