don Ezechiele Pasotti commenta il Vangelo del 2 agosto 2015

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don Ezechiele Pasotti commenta il Vangelo del 19 aprile 2015

Nella 18.ma domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci presenta il Vangelo in cui la folla, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, si mette in cerca di Gesù e lo trova di là dal mare. Il Signore dice:

«Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati».

Su questo brano evangelico, ascoltiamo il commento di don Ezechiele Pasotti, prefetto agli studi nel Collegio Diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Roma:

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[ads2] Se conoscessimo il dono di Dio! La folla, che ha gustato il pane e i pesci della moltiplicazione compiuta dal Signore, va alla ricerca di Gesù per farlo re. Gesù li accoglie con una parola di verità, pronunciata con tutta l’autorità divina: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Nel cuore dell’uomo c’è una fame profonda, non fame di pane, ma di parola di Dio, di vita che non muore. E’ a questa fame che Dio provvede. E’ questa fame che Gesù vuole risvegliare nel cuore del suo popolo e in noi. Ma noi invece ci accontentiamo di surrogati, di riempire lo stomaco e basta. Gesù ha posto un segno per strapparci da questa menzogna: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”. Il segno illumina la missione di Gesù, inviato dal Padre: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”. Ecco la dimensione divina dell’uomo! Ecco perché l’uomo – tu ed io – siamo stati creati: non per essere saziati di pane che perisce, per riempirci di cose, di case, per assicurarci la vita qui…, ma per entrare liberamente in una relazione d’amore con Cristo, in una relazione sponsale con Dio. Che il pane di vita a cui oggi siamo invitati a partecipare risvegli la nostra fede: “Signore, dacci sempre questo pane”.

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