don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 27 Dicembre 2020

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Giuseppe e Maria presentano Gesù al Signore per adempiere le Scritture che prevedevano che «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore».

A Gerusalemme Simeone aspettava la consolazione d’Israele e aveva ricevuto dallo Spirito Santo l’annuncio che avrebbe visto il Cristo del Signore.

Così nel tempio gli portano Gesù e Simeone si rende conto che Dio ha appena realizzato la sua promessa.

La festa della Sacra Famiglia di Nazareth oggi ci insegna 3 cose:

  • l’uomo è sacro per Dio per cui va subito offerto a Lui. “Sacro” significa che è in comunicazione con Dio, gli appartiene, quindi va subito riconosciuta quella creatura come dono di Dio. Sin da piccoli nella famiglia va insegnato ai bambini a mettersi in comunicazione con Dio, a pregare… (oggi si fa? Come? Quanto è importante l’educazione alla fede? Perché finito un ciclo di preparazione ai sacramenti i ragazzi scappano? Perché quando tornano non sanno più le preghiere?)
  • Simeone aspettava la consolazione: non è stato facile attenderla per tanto tempo, eppure è arrivata. Simeone riesce a riconoscere la salvezza che Dio ha iniziato a operare per il mondo in Cristo Gesù.
  • Lo Spirito Santo ci aiuta a perseverare: più volte nel Vangelo di oggi è nominato lo Spirito Santo (cfr. Lc 2,22-40). L’uomo da solo, senza Spirito non potrà mai riconoscere Dio. Ecco perché è importante prendersi cura della fede, accrescerla, allenarla… una preghiera è bene farla, ma è importante avere una relazione continua con Dio se lo vogliamo riconoscere quando prova a manifestarsi nella nostra vita.

– Che relazione ho con Dio?

– Come mi prendo cura della mia e dell’altrui fede?


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