don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2020

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Il commento alle Letture di domenica 8 marzo 2020, a cura di don Claudio Doglio.

Dopo la scelta di Gesù, la domenica della Trasfigurazione ci propone la scelta dei discepoli. Dopo aver annunciato la propria imminente fine, Gesù concede loro una apertura sul mistero e presenta il suo volto glorioso.

Per un attimo i discepoli contemplano la qualità divina del loro Maestro e vedono Mosè ed Elia, due grandi personaggi dell’Antico Testamento che riassumono tutta la storia della salvezza: vedono la Legge e i Profeti dare ragione a Gesù. LU scopo della visione è dimostrare agli apostoli (e a noi) che la parola di Gesù è vera, è corretta, corrisponde al progetto di Dio testimoniato dalle Scritture.

Inoltre vi si aggiunge la voce autorevole del  Padre. Sono due soltanto i momenti in cui Dio stesso parla nei Vangeli: al battesimo e nella trasfigurazione. Al Giordano la parola di riconoscimento era rivolta a Gesù: «Tu sei il mio Figli0>>.

Adesso, rispetto all’oracolo sentito sulle acque del Giordano, c’è una piccola aggiunta, ma molto importante, c’è un imperativo in più: <<Ascoltatelo! ». La voce dal cielo è la divina testimonianza che aiuta i discepoli nel momento decisivo della scelta per accettare un Messia che va a morire.

Se Gesù è davvero il Messia, il compito dei discepoli è quello di ascoltare lui. La trasfigurazione è dunque un incoraggiamento, l’appoggio che la Scrittura e Dio Padre danno a Gesù dicendo ai discepoli: la strada è quella, percorretela, fidatevi e seguitelo. Il monte diventa così per i discepoli ciò che è stato il deserto per Gesù: l’occasione della scelta.

Commento al Vangelo di Matteo 17, 1-9  a cura di don Claudio Doglio

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