don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 31 Maggio 2020

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Il giorno di Pasqua – racconta Giovanni – il Cristo risorto apparve nel cenacolo ai discepoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”. Negli Atti degli Apostoli invece Luca ci dice che lo Spirito scese potentemente sugli apostoli riuniti nel cenacolo il giorno di Pentecoste, cioè cinquanta giorni dopo la Pasqua. Apparentemente possono sembrare due indicazioni differenti.

Se però leggiamo in profondità questi testi comprendiamo che il riferimento alle due feste serve agli evangelisti per sottolineare due aspetti differenti dello stesso mistero pasquale. Lo Spirito Santo è la vita stessa di Gesù che viene comunicata ai suoi discepoli in forza della sua morte e risurrezione. Gesù morendo consegnò lo Spirito, cioè ha trasmesso la propria vita all’umanità.

La stessa azione la ripete il giorno di Pasqua ai suoi discepoli riuniti, soffiando su di loro, per richiamare il gesto del Creatore, quando all’inizio soffiò su Adamo, facendolo diventare un essere vivente. A Pentecoste, sette settimane dopo la Pasqua, la manifestazione potente dello Spirito di Gesù fa nascere la sua Chiesa, la apre alla missione, la manda nel mondo intero. Tutti i cinquanta giorni del tempo pasquale sono festa dello Spirito Santo, perché il mistero pasquale è l’origine del dono dello Spirito.

Quello che è avvenuto a Gesù si realizza anche per noi, che possiamo fare esperienza della sua morte e della risurrezione grazie allo Spirito: grazie a lui il mistero pasquale di vita diviene vero anche per noi.

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AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
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