don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 29 Agosto 2021

135

AUTORE: don Claudio DoglioFONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TVCANALE YOUTUBE

Link al video

Dopo cinque domeniche in cui abbiamo ascoltato Giovanni, ritorniamo a leggere il Vangelo secondo Marco: al capitolo 7 la controversia sulla purità rivela che Gesù e i farisei hanno due modi diversi di guardare la realtà e, soprattutto, di valutare la relazione con Dio, L’attenzione è portata sul “cuore” cioè sulla necessità di una relazione nuova dell’uomo con Dio, possibile solo attraverso l’intervento creatore di Gesù Cristo.

Il problema dell’impurità non è legato ai cibi e alle mani pulite, perché determinante è il contrasto fra “ventre” e “cuore”, così come per Isaia era forte il contrasto fra “labbra” e “cuore”: con rilevante significato simbolico il cuore esprime la persona stessa nella sua autentica natura relazionale. Il messaggio sapienziale del Vangelo si comprende bene alla luce della riflessione di san Paolo, fariseo convertito: la buona relazione con Dio non dipende dall’impegno e dall’esecuzione di tutte le regole rituali, ma dall’intervento di Dio il quale, in forza della fede di Cristo, cambia il cuore dell’uomo che si fida e si lascia salvare.

Il problema dunque è “dentro”, dal momento che lo sporco è nel cuore: da lì esce il male, perché il male è dentro l’uomo. Il male è dentro anche a quelli che sembrano buoni ed è una questione di intenzioni o propositi e di istinto profondo. Questi drammatici problemi dell’uomo non si risolvono con l’osservanza di regole rituali: ci vuole un intervento potente e creatore di Dio per rinnovare il cuore e renderlo buono.

Articolo precedenteBenedetto XVI – Commento al Vangelo del 26 Agosto 2021
Articolo successivoPaolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Agosto 2021 – Mt 24,42-51