don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 23 Agosto 2020

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Al discepolo Simone che lo riconosce come Messia Gesù cambia nome, perché nella tradizione biblica il nome implica una qualità importante della persona: da quel momento Simone viene chiamato Kephás, un’espressione aramaica che vuol dire “roccia”.

Poi, tradotto in greco, il nome diventerà Pétros. Perché Simone è detto la roccia? Perché uomo di fede e proprio per avere manifestato la sua fede in Gesù viene proclamato «la roccia”. Ma non è lui in persona a essere roccioso e solido: molte volte Simone sbaglia, è incerto e pauroso, vorrebbe combattere, ma al momento buono scappa, non accetta quello che dice Gesù e lo contesta.

Non è Pietro la roccia: la roccia è Dio. Cristo è la pietra di fondamento, la Chiesa è fondata su Cristo, pietra angolare, solida roccia, su cui poggia tutta la costruzione. Pietro è roccia in quanto aderisce a Gesù. Se è veramente uomo di fede, cioè se accoglie la mentalità di Gesù, allora diventa egli stesso solido.

La solidità della nostra vita dipende dalla fede in Gesù Cristo: se siamo suoi, se abbiamo la sua mentalità, se accogliamo la sua forza, siamo solidi; se invece rimaniamo da soli, siamo deboli e leggeri, come pula portata via dal vento. Viviamo in una società liquida — dicono i sociologi — e la liquidità è proprio il contrario della solidità. In questa società liquida siamo chiamati a diventare persone solide, rocciose, convinte e resistenti: solo la fede in Gesù ci rende solidi, coraggiosi, pietre viventi per la costruzione della Chiesa.

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AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
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