don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 20 Giugno 2021

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AUTORE: don Claudio DoglioFONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TVCANALE YOUTUBE

Subito dopo il capitolo delle parabole, Marco racconta l’episodio della tempesta sedata, in cui gli apostoli hanno sperimentato la potenza divina di Gesù. Nel linguaggio biblico infatti il mare evoca il mostro primordiale del caos e rappresenta il disordine, pericoloso e assolutamente non dominabile: per questo la tempesta notturna sul mare richiama il dramma dell’umanità, turbata e minacciata dal male.

In mezzo al mare in burrasca, mentre gli apostoli sono agitati e indaffarati, Gesù dorme. Il fatto storico ha pure un valore simbolico, richiamando l’immagine, frequente nei salmi, con cui l’uomo esprime l’impressione che Dio dorma. Di fronte ai drammi dell’umanità, talvolta il Signore sembra assente o silenzioso, quasi addormentato.

Così giudicano i discepoli: svegliano Gesù e lo rimproverano. Lo cercano, perché si aspettano di essere salvati da lui: quindi confidano nella sua potenza. Eppure, dimostrano anche poca fede, perché lo ritengono distratto, non padrone della situazione e non impegnato in loro soccorso; hanno l’impressione di dover fare tutto loro, mentre lui “dorme)). Gesù sgrida il vento e ordina al mare di tacere come in un esorcismo. Con la semplice potenza della sua parola Gesù sconfigge i “mostri” del caos e crea una “grande bonaccia”.

Quel? evento diventa un prezioso spunto di catechesi: Marco sa che i cristiani di Roma sono in pericolo, sono come una barca in mezzo alla tempesta; ma su quella barca c’è anche Gesù e la sua potenza, quindi perché avere tanta paura?

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