don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 19 Settembre 2021

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Istintivamente ognuno di noi vorrebbe essere il primo, il più considerato, e si vede in moltissime cose: a tavola ad esempio, quando si serve qualche cosa di buono, l’istinto ci porta a correre per essere il primo, e prendere il pezzo più grosso, quello che sembra più buono. Passare davanti all’altro in una fila: è un piccolo segno del desiderio istintivo di scavalcare l’altro.

Tante volte negli ambienti di lavoro si verificano vicende dolorose di danni recati ad un collega per potergli prendere il posto o per avere uno scatto di carriera. Tale atteggiamento istintivo, anche se comune, è negativo, è una brutta malattia, che fa parte della nostra natura corrotta. Ma Gesù è il medico: può guarirci da questa passione egoistica, perciò ci propone di capovolgere l’istinto arrivista per diventare servitori di tutti.

La Chiesa col grembiule — come diceva Tonino Bello — è simile ad una mamma che in casa deve fare ogni genere di servizio e, quando è stanca, sbotta dicendo: “Ma io qui sono la serva di tutti?”. Sì, e questo è il più grande titolo di onore: essere il servo di tutti. Chi è davvero servo di tutti, è il più grande che ci sia! Non c’è stola dorata che passi sopra il grembiule della quotidianità servizievole.

Come cura alla nostra ambizione Gesù ci propone l’accoglienza e pensa concretamente ad una coppia di genitori che accoglie un bambino: fare spazio all’altro riempie la vita; e mettersi al servizio di quel piccolo così esigente costa fatica, ma dà una soddisfazione immensa.

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AUTORE: don Claudio DoglioFONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TVCANALE YOUTUBE

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